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Scontro Turchia-Siria, Erdogan spinge migliaia di profughi verso i confini europei

4' di lettura

Dopo l'apertura delle frontiere decisa da Erdogan, la Grecia ha impedito l'ingresso a 4mila migranti dalla Turchia. Il governo di Ankara, intanto, ha annunciato che non fermerà più i migranti che vogliono andare in Europa

Oltre un migliaio di migranti e rifugiati sono da ore concentrati davanti al confine terrestre tra Turchia e Grecia che, sebbene sia chiuso dalle forze di sicurezza greche, è stato ripetutamente forzato nelle ultime ore (FOTO). La polizia ha respinto diversi attacchi lanciando gas lacrimogeni. Centinaia di persone sono anche intrappolate nell'area tra i due confini, perchè le autorità turche le hanno lasciate passare, ma l'attraversamento sul lato greco era chiuso. E ora sono i turchi a non permettere loro di tornare indietro. Il governo del conservatore Kyriakos Mitsotakis ha convocato per oggi un gabinetto di emergenza per affrontare la crisi. Ieri, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha deciso di aprire il confine europeo ai siriani in fuga da Idlib dopo l'escalation della guerra in Siria. 

La Grecia ferma 4mila migranti 

La Grecia ha impedito a 4.000 migranti dalla Turchia di entrare illegalmente in Grecia. Lo ha detto il portavoce del governo, Stelios Petsas, dopo una riunione di emergenza con il premier, Kyriakos Mitsotakis. "La Grecia ha dovuto affrontare ieri un tentativo organizzato, di massa e illegale di violare i nostri confini e l'ha superato", ha affermato. "Abbiamo protetto i nostri confini e quelli dell'Europa. Abbiamo impedito oltre 4.000 tentativi di ingresso illegale all'interno dei nostri confini", ha detto.

Scontri nella notte

Gli scontri tra polizia e migranti si sono verificati durante la notte e la situazione rischia di peggiorare poichè ai valichi di frontiera continua ad arrivare un numero crescente di autobus. Il ministro della difesa greco, Nikos Panayotopulos, ha detto che ci sono stati anche arresti, ma senza specificarne il numero. Panayotops ha sottolineato che il governo rafforzerà ulteriormente il confine perchè la Grecia vuole evitare l'ingresso nel Paese e l'Unione europea dei migranti in arrivo dalla Turchia. Il ministro ha tuttavia riconosciuto che il controllo della situazione marittima è più difficile e che non sono riusciti a entrare altri rifugiati solo perchè le condizioni meteorologiche sono avverse.

Tensione a Lesbo e Chios

Secondo i media locali, tra i richiedenti asilo ad un certo punto è corsa voce che i confini europei fossero stati aperti e che una nave fosse in attesa di trasferirli in due porti, e quindi decine di persone hanno lasciato il campo per cercare di arrivare nei villaggi. Ma gli agenti di polizia dispiegati sulle isole hanno impedito loro il passaggio. Ci sono stati scontri e alcuni piccoli incendi. La tensione si è riverberata anche nei campi profughi di Moria e Vial, sulle isole di Lesbo e Chios, dove durante la notte ci sono stati numerosi scontri tra migranti, rifugiati e polizia.

La situazione a Idilb

L'allarme è cominciato con il bombardamento nella città siriana di Idlib che ha ucciso 33 soldati turchi, un attacco che ha portato il portavoce del partito islamista turco Giustizia e Sviluppo, Omer Celik, a minacciare l'Ue che la Turchia non può più fermare la spinta verso l'Europa degli sfollati e di chi è in fuga dai combattimenti nel Nord-Ovest della Siria. Poche ore dopo è cominciato ad arrivare alla frontiera sul lato turco il primo grande gruppo di migranti e rifugiati che volevano passare. (SIRIA, GUERRA DA 11 ANNI: FOTO)

Turchia: distrutto arsenale chimico 

La Turchia ha annunciato di aver distrutto un arsenale di armi chimiche del regime di Damasco nella Siria nord-occidentale, in rappresaglia per gli attacchi aerei di giovedì in cui sono rimasti uccisi più di 30 soldati di Ankara. Durante la notte tra venerdì a sabato, le forze turche hanno distrutto "un'installazione di armi chimiche situata a 13 km a sud di Aleppo, nonche' un gran numero di altri obiettivi del regime", ha detto ai giornalisti un alto funzionario turco senza fornire ulteriori dettagli sull'operazione. Ieri le truppe turche avevano lanciato un contrattacco uccidendo 329 soldati del regime di Assad e colpendo oltre 200 obiettivi nemici.

Erdogan: reagiamo ad attacco

Il governo di Ankara intanto ha annunciato che non fermerà più i migranti che vogliono andare in Europa. La Grecia rafforza i controlli. La Turchia "non può far fronte" a una nuova ondata di profughi: lo ha detto, parlando ai deputati del suo partito, Giustizia e Sviluppo, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, a proposito del rischio che si mettano in moto verso l'Europa gli sfollati in fuga dai combattimenti a Idlib, nel nord-ovest della Siria. Erdogan ha anche dichiarato che 2.100 militari del regime siriano del presidente, Bashar al Assad, sono stati uccisi e 300 mezzi distrutti in seguito agli scontri degli scorsi giorni nel nord ovest della Siria, nella provincia di Idlib.

 

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