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Libia, ministro dell'Interno a Roma. Al Serraj: sì a tregua. Ma Haftar la respinge

Libia, Conte ad Haftar: rinunciare a opzione militare

3' di lettura

Il generale respinge la proposta di Russia e Turchia. Continuano gli scontri nel Paese. Intanto Fathi Bashagha, membro del governo di accordo nazionale, è arrivato in Italia. Telefonata tra Di Maio e il suo omologo tedesco: "Serve data per conferenza di Berlino"

Il generale Khalifa Haftar ha respinto la proposta di cessate il fuoco in Libia avanzata l’8 gennaio da Russia e Turchia e sulla quale il governo di Tripoli si era detto invece disponibile. Intanto, nel Paese proseguono gli scontri: si comabtte sia a Tripoli, dove il governo di Fayez Serraj si difende dall'assedio delle forze fedeli ad Haftar, sia a Sirte, ultimo baluardo della resistenza a difesa della capitale. Nel mentre, si susseguono anche gli sforzi della diplomazia. Giovedì sera, il ministro dell'Interno libico, Fathi Bashagha, del governo di accordo nazionale di Fayez Al Serraj, è arrivato a Roma da Tripoli. Secondo quanto si apprende, si trova nella Capitale per incontrare l'ambasciatore Usa a Tunisi, Donald Blome.

La posizione del governo italiano

L'8 gennaio, in Italia sarebbe dovuto arrivare lo stesso Al Serraj, per un inconto con Conte. Il premier libico, però, dopo il vertice a Bruxelles, aveva deciso di tornare nel suo Paese. Secondo fonti del governo di Tripoli, sembra che Al Serraj abbia annullato la tappa italiana dopo aver saputo della presenza a Roma del generale Haftar. L'uomo forte della Cirenaica era infatti nella Capitale, dove ha incontrato Conte. E, proprio poche ore dopo che il presidente del Consiglio aveva chiesto ad Haftar di abbandonare la via delle armi, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è volato ad Algeri. Il titolare della Farnesina, che negli ultimi giorni è stato anche a Bruxelles e Istanbul, e ha partecipato a un vertice al Cairo, giovedì mattina ha incontrato il suo omologo, Sabri Boukadoum, il primo ministro, Abdelaziz Djerad, e il neo presidente Abdelmadjid Tebboune. "Abbiamo di fronte un'occasione storica di lavorare insieme ai Paesi vicini alla Libia per trovare una soluzione" alla crisi, ha spiegato.

Di Maio: "Serve una data per conferenza di Berlino"

Mentre in una telefonata con l'omologo tedesco Heiko Mass, Di Maio ha detto: "Restiamo compatti, l'Ue deve restare compatta sulla Libia e serve quanto prima una data sulla conferenza di Berlino". Al capo della diplomazia italiana è arrivata anche la telefonata del collega turco, Mehmet Cavusoglu, che ha espresso il proprio ringraziamento all'Italia "per l'intenso lavoro che sta svolgendo" per la stabilità della Libia e della regione. Di Maio, che giovedì ha anche partecipato a un vertice con conte e con il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, sarà poi mercoledì prossimo alla Camera per riferire sullo scenario internazionale, in particolare sulle crisi in Iran, Iraq e Libia.

Data ultima modifica 09 gennaio 2020 ore 21:55

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