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Libia, vertice Ue a Bruxelles: "No a interferenze esterne". Haftar punta Misurata

4' di lettura

Incontro tra i ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna e l'Alto rappresentante Josep Borrell. L'Ue rigetta le interferenze esterne e spera ancora nella via del dialogo. Intanto l'uomo forte della Cirenaica, dopo la presa di Sirte, avanza

La diplomazia prova ad arginare il conflitto in Libia. A Bruxelles si è tenuta una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna, con l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell, di fronte a una “escalation pericolosa del conflitto”. Naufragata la missione diplomatica dell'Unione europea che avrebbe voluto tentare di convincere le due fazioni libiche a deporre le armi, i Paesi europei del processo di Berlino hanno ripiegato su un vertice a Bruxelles, che si è chiuso con le dichiarazioni di Borrell. “Stop a tutte le interferenze”, ha sottolineato l’Alto rappresentante, che invita a trovare “una soluzione politica”. Luigi Di Maio, dopo il vertice, è volato in Turchia per incontrare il suo omologo Mevlut Cavusoglu. Intanto la Libia è sempre più nel caos con le forze del generale Khalifa Haftar che hanno annunciato una nuova svolta nel conflitto: dopo aver dichiarato la presa di Sirte, le sue milizie avanzano a ovest puntando verso Misurata, la più potente città libica schierata con il premier Fayez al Sarraj.

L’Ue rigetta le interferenze esterne

Ragioni di sicurezza dopo gli ultimi attacchi: questa la motivazione ufficiale dell’annullamento del vertice europeo in Libia. Anche se a pesare sulla decisione con ogni probabilità è stata anche la contrarietà all'iniziativa lasciata trapelare nei giorni scorsi dal governo di Tripoli di Fayez al-Sarraj, forte ora del sostegno militare garantito dalla Turchia. Nell'incontro, non si è potuto dunque fare altro che ribadire una serie di appelli di principio già espressi nei giorni scorsi dagli stessi attori europei che hanno partecipato alla riunione: la necessità del dialogo, l'invito a interrompere le interferenze esterne, la de-escalation.

Di Maio: "L'Ue deve parlare con una voce sola"

L'Europa pensa che sia ancora possibile riuscire a fermare il conflitto con la diplomazia. In Libia "bisogna parlare con tutti e convincerli a un cessate il fuoco", ha insistito il ministro Luigi Di Maio prima di volare in Turchia. Di Maio si sposterà poi nel giro di qualche giorno prima in Egitto, Paese vicino invece ad Haftar, e quindi in Algeria e in Tunisia. "Ma l'Ue deve parlare con una voce sola", ha ammonito Di Maio a Bruxelles, dicendosi sicuro che le iniziative europee "vedranno un cambio di passo" nei prossimi giorni.

Di Maio, polemica con Salvini sulla Libia

Di Maio intanto è stato anche protagonista di una polemica con il leader della Lega Matteo Salvini, accusato dal ministro degli Esteri di aver "sbagliato sulla Libia, puntava solo sull’immigrazione per fare campagna elettorale”. Secca la replica di Salvini: "Anche a gennaio 2020 è colpa di Salvini?".

Manca ancora la data per la conferenza di Berlino sulla Libia

Per ora l'unica iniziativa concreta a livello europeo sembra essere la conferenza sulla Libia di cui si parla da mesi e che a Berlino dovrebbe far sedere intorno a un tavolo tutti gli attori regionali coinvolti in qualche modo nel conflitto. Per l'incontro tuttavia non è stata fissata ancora nemmeno una data. Tra i protagonisti c'è naturalmente anche la Russia, con Putin che vedrà prima Erdogan e poi nel fine settimana la Cancelliera tedesca. Anche se l'attenzione e la preoccupazione delle diplomazie mondiali, in questo momento sembra essere maggiormente concentrata sulla crisi dell'Iran. E tra i corridoi delle istituzioni europee circolano voci, non confermate, sulla possibilità di un vertice a livello di capi di Stato e di governo sulla complessa situazione Mediorientale.

Haftar avanza verso Misurata

Anche se Sirte, l'importante città portuale sull'omonimo golfo e patria del defunto dittatore Muammar Gheddafi, non appare del tutto sotto il controllo del generale Khalifa Haftar, l'uomo forte della Cirenaica ha comunque annunciato l'avanzata delle sue milizie verso Misurata, la città 210 km a est di Tripoli, dopo che la caduta di Sirte ha scoperto il fianco orientale. E intanto Sarraj si fa forte del sostegno dei soldati turchi che hanno già iniziato a dispiegarsi nel Paese, con la possibile presenza di mercenari e mezzi russi a fianco delle forze di Bengasi. Le milizie di Haftar hanno annunciato raid anche nella zona di Abugrein, già nel territorio della municipalità e a meno di 100 km dalla città. Il controllo di Sirte da parte di Haftar però non appare completo visto che un'altra fonte militare ha annunciato alla tv Libya Al-Ahrar che le forze filo-Sarraj hanno distrutto tre blindati emiratini e un veicolo militare a Buwairat Al-Hassoun, un'area della parte ovest di Sirte.

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