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Iran attacca basi Usa in Iraq, a Erbil soldati italiani in salvo nei bunker. Nessun ferito

I titoli di Sky Tg24 delle 18 dell'8 gennaio

2' di lettura

Dopo il lancio di cruise e di missili balistici a corto raggio, i militari si sono radunati in un'area di sicurezza. Difesa: "Nessun ferito, i mezzi e le infrastrutture in uso al contingente non hanno subito danni". Nella zona, i soldati italiani sarebbero circa 400

Ci sono anche le truppe italiane nelle basi attaccate dall’Iran durante l’operazione 'Soleimani Martire' (GLI AGGIORNAMENTI), in risposta al raid Usa dello scorso 3 gennaio in cui è stato ucciso il generale Qassem Soleimani (CHI ERA - I FUNERALI). Nella notte, una pioggia di cruise e di missili balistici a corto raggio si è abbattuta contro la base di al-Asad e contro quella di Erbil. Proprio a Erbil, il personale del contingente militare italiano si è radunato in un'area di sicurezza e gli uomini si sono rifugiati in appositi bunker. Lo Stato Maggiore della Difesa, in una nota, ha fatto sapere che nessun militare è rimasto ferito e che "i mezzi e le infrastrutture in uso al contingente non hanno subito danni". 

Il contingente militare italiano a Erbil: circa 400 soldati

"Al momento dell'attacco - spiega ancora lo Stato Maggiore della Difesa - sono state messe in atto tutte le procedure di contingenza tese alla salvaguardia della sicurezza del contingente dislocato nell'area". A Erbil si trova una parte consistente dei circa mille militari italiani attualmente presenti in varie località dell'Iraq. In particolare, dal 2015, lì è attiva la Task force Land: è composta da militari dell'Esercito che hanno compiti di addestramento dei peshmerga, le forze di sicurezza curde. I militari italiani presenti a Erbil sarebbero al momento circa 400, di cui 120 istruttori.

I militari italiani in Iraq

L'addestramento dei peshmerga

La Task force land è inquadrata nel Kurdistan Training Coordination Center (KTCC), il cui comando è attribuito alternativamente per un semestre all'Italia e alla Germania. Ad esso contribuiscono nove nazioni, con propri addestratori: oltre all’Italia e alla Germania, ci sono Olanda, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Ungheria, Slovenia e Turchia. Gli istruttori militari italiani addestrano i peshmerga in varie discipline: dalla formazione basica di fanteria all'uso dei mortai e dell'artiglieria, dal primo soccorso alla bonifica degli ordigni improvvisati.

Data ultima modifica 08 gennaio 2020 ore 10:14

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