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"Cristo deriso" di Cimabue resta in Francia: l'opera da 24 milioni ritrovata in una cucina

3' di lettura

Divieto d'esportazione per il piccolo dipinto. Parigi ha dichiarato patrimonio nazionale l'opera ritrovata durante un trasloco a Compiegne. Era stata acquistata all’asta per 24 milioni da collezionisti cileni, diventando il più costoso dipinto primitivo venduto al mondo

Era stato ritrovato durante un trasloco tra il soggiorno e la cucina di un'anziana signora di Compiegne (Oise). A fine ottobre era stato acquistato per 24 milioni di euro da collezionisti cileni residenti negli Usa, diventando il più costoso dipinto primitivo venduto al mondo. Ma ora la Francia ha dichiarato il “Cristo Deriso” di Cimabue patrimonio nazionale, bloccando l’esportazione. Il ministro della Cultura, Franck Riester, non ha firmato il certificato necessario: il Paese intende conservare nelle sue collezioni nazionali il piccolo pannello dipinto che preannuncia il Rinascimento italiano.

Il ritrovamento della straordinaria opera

Il dipinto, tempera a fondo oro su pannello di pioppo, di 25,8 centimetri per 20,3, era appeso tra il soggiorno e la cucina di un'anziana signora di Compiegne ed era stato fatto stimare in occasione di un trasloco. La famiglia aveva sempre pensato che fosse una semplice icona, di cui la proprietaria non sapeva dire la provenienza, ma la perizia rivelò che si trattava di un'opera rarissima di Ceno Di Pepo, detto Cimabue (morto nel 1302), una delle più grandi figure pre-Rinascimentali. È noto per aver eseguito non più di undici opere su legno, nessuna delle quali firmata.

L’asta per 24 milioni

"Il Cristo Deriso" sarebbe un elemento di un polittico del 1280 in cui sono rappresentate su otto pannelli di dimensioni simili scene della Passione. Ad oggi sono note solo altre due scene: "La Flagellazione di Cristo" (Frick Collection, New York) e "La Vergine con il Bambino in trono e circondata da due angeli" (National Gallery, Londra). L'asta si è svolta alla fine di ottobre, ed era la prima volta dopo decenni per un Cimabue. Il quadro, stimato tra i 4 e i 6 milioni di euro, ha fruttato più di 24 milioni di euro, spese comprese, diventando il dipinto originale più costoso venduto all'asta pubblica del mondo. È stata la collezione privata Alana, appartenente a una coppia di collezionisti cileni residenti negli Stati Uniti, ad aggiudicarselo.

Vendita bloccata

Ma oggi il Ministero della Cultura francese ha annunciato di aver rifiutato il certificato di esportazione per l'opera "in seguito al parere della Commissione consultiva dei tesori nazionali". A partire dalla notifica di questa decisione all'acquirente, lo Stato ha un periodo di 30 mesi per fare un'offerta. "Non mi sorprende, lo Stato difende l'arricchimento del patrimonio", ha detto ad AFP Dominique Le Coent, il banditore d'asta che ha guidato la vendita. La donna che ha venduto il quadro è morta poco dopo la vendita, e i suoi eredi ora devono pagare circa 9 milioni di euro di imposta di successione. Se lo Stato non riesce a fare un'offerta tempestiva che "tiene conto dei prezzi del mercato internazionale", come previsto dal codice del patrimonio, sono previste possibilità di conciliazione.

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