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Brexit, Johnson vuole visti e permessi per i cittadini dell'Unione Europea

Il duello Johnson - Corbyn

2' di lettura

Un sistema di controllo per tutti gli stranieri, sul modello di quello australiano. E un modulo da compilare in attesa del via libera, dopo tre giorni, per entrare nel Regno Unito. È il piano del partito dei Tory dopo la Brexit

Nei programmi in materia di immigrazione del Partito conservatore del premier Johnson c'è anche l'introduzione di un sistema elettronico di controllo degli ingressi, simile a quello in vigore per i cittadini che chiedono l'accesso negli Stati Uniti (l'ESTA), per quanti desiderano entrare in Gran Bretagna. A questo sistema di controllo dovranno sottoporsi tutti i cittadini stranieri, compresi quelli provenienti da Paesi della Ue, dopo l'avvio della Brexit e il successivo periodo di transizione previsto, per ora, fino a dicembre 2010.

Tre giorni prima del via libera

A illustrare il piano è stata oggi la ministra dell'Interno del regno Unito, Priti  Patel, esponente euroscettica della destra più radicale in casa Tory. Obiettivo del governo: un giro di vite sul flusso migratorio. Il modello di questa scelta è il sistema di filtri adottato dall'Australia (la Pacific solution, il modello australiano sui migranti). In base a questo sistema, gli europei che dal primo gennaio 2021 vorranno visitare da semplici turisti il Regno Unito, dovranno compilare in anticipo dei moduli analoghi appunto a quelli dell'ESTA statunitense. Dopodiché attendere dalle autorità il via libera all'ingresso tre giorni prima dell'arrivo in aeroporto, o porto dell'isola.

"Dopo la Brexit confini più sicuri"

La ministra Patel ha affermato: "A causa delle leggi Ue, droga e armi entrano ora nel nostro Paese dall'Europa, accrescendo il rischio di violenze e tossicodipendenze. Dopo la Brexit i nostri confini saranno molto piu' sicuri".  Alle parole della Patel ha replicato Diane Abbott, ministra dell'Interno ombra del Labour di Jeremy Corbyn, bollandole come "propagandistiche", sostendendo, al contrario, che la "hard Brexit" di Boris Johnson e di Priti Patel "indebolirà la cooperazione investigativa e d'intelligence con i 27" e di conseguenza la sicurezza della Gran Bretagna.

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