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Iran, proteste contro il caro benzina. Amnesty: "Uccisi almeno 106 manifestanti"

Proteste Iran, oltre 100 morti

2' di lettura

L'organizzazione umanitaria fa sapere di essere arrivata a questo bilancio attraverso "video verificati e testimoni oculari". L'Onu: "Preoccupati dal numero di vittime". Khamenei: "Contro di noi una guerra economica"

Si aggrava il bilancio delle vittime durante le proteste contro il caro benzina in Iran, favorite dalla difficile situazione economica a causa delle sanzioni americane. Sono almeno 106 le persone uccise nelle manifestazioni, secondo Amnesty International. L'organizzazione afferma di essere arrivata a questa conclusione attraverso "video verificati, testimoni oculari e informazioni raccolte da attivisti fuori dall'Iran", che mettono in luce una serie di "uccisioni illegali da parte delle forze di sicurezza iraniane". Secondo Amnesty, il perdurante blocco di Internet servirebbe "a creare un black-out dell'informazione sulla brutale repressione".

Khamenei: "Contro di noi una guerra economica"

L'agitazione in Iran continua nonostante il governo di Teheran nei giorni scorsi abbia annunciato che verserà 60 milioni di sussidi derivanti proprio dall'aumento del prezzo del petrolio ai cittadini bisognosi. "Abbiamo respinto il nemico nelle guerre militari, politiche e della sicurezza, e con l'aiuto di Dio lo respingeremo sicuramente anche in questa guerra economica", ha detto la Guida suprema iraniana Ali Khamenei, citato dall'agenzia Irna.

Le manifestazioni in Iran

Le manifestazioni contro il caro petrolio hanno toccato il picco nello scorso fine settimana. Solo nella giornata di domenica, oltre mille persone sono state arrestate nei cortei che si sono tenuti in oltre cento città iraniane. Il clima rimane teso, nonostante il governo di Hassan Rohani assicuri che sta tornando la "calma" e che le proteste per gli aumenti del carburante (+50% fino a 60 litri al mese, +300% sopra quella soglia) dovrebbero concludersi.

Onu: "Preoccupati dal numero di vittime"

L'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani è "particolarmente allarmato dal fatto che l'uso di proiettili veri" da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti "avrebbe provocato un numero significativo di morti" nelle proteste scoppiate lo scorso fine settimana contro il rincaro della benzina in Iran. Lo ha dichiarato il portavoce dell'organizzazione, Rupert Colville, sottolineando che le vittime tra i manifestanti sarebbero "decine" secondo "media iraniani e altre fonti".

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