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Messico, scontri tra narcos e polizia a Culiacan per liberare il figlio di El Chapo. VIDEO

2' di lettura

Sparatoria durata ore a Culiacan tra gli uomini del cartello di Sinaloa e forze della polizia dopo l’arresto di uno dei figli di El Chapo Guzman. Vittime e diversi feriti. Secondo alcune fonti il ventenne sarebbe stato rilasciato

Una battaglia a colpi di armi automatiche è scoppiata a Culiacan, capoluogo dello Stato messicano di Sinaloa. A scatenare i combattimenti è stata la notizia della cattura di Ovidio Guzman Lopez, figlio ventenne di Joaquin "El Chapo" Guzman, il re dei narcotrafficanti, ora in carcere negli Stati Uniti. Uomini armati legati al cartello di Sinaloa sono intervenuti, ingaggiando una sparatoria con le forze di sicurezza per liberare il giovane. Si tratta di uno dei figli che ha assunto il controllo parziale del cartello gestito dal padre fino a quando non è stato estradato negli Stati Uniti nel 2017.

Scene di panico e un bilancio pesante

La casa dove era stato rinchiuso è stata circondata da uomini armati, che hanno cominciato ad attaccare le pattuglie della polizia, bloccando strade e dando fuoco ai veicoli. Vere e proprie scene di panico, con i passanti che si sono rifugiati nei negozi, famiglie con bambini a terra per evitare proiettili vaganti. Il bilancio è di almeno due morti e oltre 20 feriti. Nel caos, si è anche diffusa la voce che i criminali cercavano di rapire i parenti dei militari e delle autorità. Nelle violenze, tra i 20 e i 30 prigionieri sono fuggiti dal carcere di Aguarato.

Le ambiguità sull'arresto

Secondo alcune fonti il figlio di El Chapo, ricercato per traffico di droga, è stato rilasciato e l'operazione interrotta, mentre secondo altre sarebbe ancora nelle mani delle autorità. Il ministro della Sicurezza, Alfonso Durazo, ha confermato che una pattuglia di 30 uomini della Guardia Nazionale e del Ministero della Difesa ha avuto in mano per qualche ora Ovidio Guzman Lopez.  Poi, come ha spiegato Durazo, "diversi gruppi criminali hanno circondato la casa con una forza maggiore di quella della pattuglia, mentre altri gruppi minacciavano e aggredivano i cittadini, scatenando il panico. Le autorità hanno così deciso di sospendere tali azioni". Il governo ha chiesto alla popolazione di "mantenere la calma e di restare in casa".

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