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Siria, la Turchia attacca i curdi. Erdogan: "Se Ue ci ostacola mandiamo i profughi"

L'operazione militare della Turchia contro le milizie nel nord-est del Paese "prosegue secondo i piani", fa sapere Ankara. Ci sarebbero vittime tra i civili. In serata il no di Mosca e Washington alla bozza di dichiarazione comune del Consiglio di Sicurezza dell'Onu

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Si è chiuso il secondo giorno dell'operazione turca "Fonte di pace", sferrata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan per colpire le postazioni delle milizie curde Ypg oltre confine, eliminandole dalla riva est dell'Eufrate (Perché la Turchia sta attaccando la Siria?). Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, riunitosi giovedì sera, non è riuscito a trovare un'intesa per una dichiarazione comune sull'offensiva a causa del dissenso di Russia e Usa. Poco dopo, il presidente usa Donald Trump ha proposto via Twitter di "mediare un accordo tra Turchia e curdi". 
 
Gli effetti della guerra L'esercito turco è avanzato in territorio siriano in maniera significativa, l'aviazione ha ripreso a bombardare aree nel nord-est della Siria a ridosso della frontiera. Ankara ha fatto sapere che l'offensiva prosegue secondo i piani, con raid aerei  lanciati anche contro il nord dell'Iraq, prendendo di mira il Pkk curdo per frenare il soccorso verso la zona di conflitto siriana. Centinaia i civili in fuga (LE FOTO DELL'ESODO - LA STORIA DEL POPOLO CURDO E DI UNO STATO MAI NATO) .
 
La minaccia di Erdogan, la reazione dell'Ue e dell'Italia Mentre il mondo condanna l’attacco, il presidente turco minaccia: "Se tentate di presentare la nostra operazione come una invasione, apriremo le porte e vi invieremo 3,6 milioni di migranti". Minacce, quelle di Erdogan, che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio definisce inaccettabili, convocando a Roma l'ambasciatore di Ankara.
- di Costanza Ruggeri
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- di Cecilia.MUSSI

Trump su Twitter: potremmo mediare un accordo tra Turchia e curdi


Donald Trump su Twitter ipotizza una mediazione Usa per un'intesa tra turchi e curdi. "Si sono combattuti l'un l'altro per 200 anni ora abbiamo una di tre scelte: inviare migliaia di soldati e vincere militarmente, colpire la Turchia molto duramente con le sanzioni oppure mediare un accordo tra Turchia e curdi!" 
 
- di giuliana.devivo

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu non ha trovato un'intesa per una dichiarazione comune 

 
 
Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non è riuscito a trovare un'intesa per una dichiarazione comune sull'offensiva della Turchia in Siria. Da una parte sei Paesi europei - Germania, Belgio, Francia, Polonia, Gran Bretagna ed Estonia - che hanno proposto appunto
una dichiarazione congiunta in cui chiedere l'immediata cessazione delle attività militari di Ankara, avviate unilateralmente. Dall'altra, la Russia e gli Stati Uniti, che hanno mostrato dissenso alla posizione europea. 
- di giuliana.devivo

L'Italia condanna l'attacco turco contro i curdi

 
- di giuliana.devivo

Francia chiede riunione coalizione anti-Isis

 

"La Francia chiede una riunione della coalizione internazionale anti-Isis per mettere ognuno davanti alle proprie responsabilità. E' in gioco la nostra sicurezza, messa in pericolo dall'offensiva turca": lo ha detto questa sera, al telegiornale delle 20 su France 2, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian. "L'offensiva turca - ha aggiunto il ministro – è estremamente grave poiché rimette in discussione 5 anni di lotta contro l'Isis".
- di Daniele Troilo

Usa all'Onu: non abbiamo avallato blitz Turchia

 

"Come il presidente Donald Trump ha ampiamente chiarito, gli Usa non hanno in alcun modo avallato la decisione del governo turco di organizzare un'incursione militare nel nordest della Siria". Lo ha detto l'ambasciatrice americana all'Onu, Kelly Craft, al termine delle consultazioni del Consiglio di Sicurezza. Trump, ha aggiunto, ha sottolineato con Ankara che "hanno la piena responsabilità di proteggere la popolazione curda, le minoranze religiose, compresi i cristiani, e garantire che non si verifichino crisi umanitarie".
- di Daniele Troilo

Conte: inaccettabile ricatto Turchia su rifugiati

 

"L'Ue deve muoversi con una sola voce, non è accettabile questa iniziativa unilaterale, rischia di esser controproducente, di destabilizzare l'intero quadrante già compromesso. Non possiamo accettare che ci possa essere un ricatto tra l'accoglienza fornita dalla Turchia" ai rifugiati "meritevole ma con fondi europei, e l'offensiva" in Siria. Lo afferma il premier Giuseppe Conte.
- di Daniele Troilo

Francia convoca ambasciatore turco

 

La Francia ha convocato oggi al ministero degli Esteri l'ambasciatore di Turchia Ismail Hakki Musa, dopo il lancio dell'offensiva turca nel nord della Siria. Lo ha reso noto una fonte diplomatica a Parigi. "L'offensiva turca nel nord-est siriano è pericolosa - ha scritto in un tweet la ministra della Difesa Florence Parly - pericolosa per la sicurezza dei curdi. Pericolosa perche' va a vantaggio di Daesh, contro il quale combattiamo da 5 anni".
- di Daniele Troilo

Save Children: "Preoccupa sorte di migliaia di bambini"
 

"Di fronte all'inizio dell'offensiva militare nel nord-est della Siria, chiediamo a gran voce a tutte le parti coinvolte di fermare l'escalation delle violenze e di assicurare in ogni modo possibile la protezione e la sicurezza delle migliaia di bambini, e delle loro famiglie, già sfiniti da una guerra che dura ormai da più di otto anni e la cui vita da oggi è ulteriormente a rischio". Lo dichiara Filippo Ungaro, portavoce di Save the Children.
Nella zona teatro dell'offensiva, sottolinea Save the Children, 1,65 milioni di persone hanno già bisogno di assistenza umanitaria, tra cui più di 650.000 sfollati. In grave pericolo, inoltre, gli oltre 9.000 minori, di oltre 40 nazionalità diverse, che attualmente vivono in condizioni già precarie in tre campi sfollati presenti nell'area e che rischiano di perdere la vita se le operazioni belliche dovessero portare a una interruzione degli aiuti umanitari.
 

- di Redazione Sky Tg24

Siria, Di Maio: "Minacce di Erdogan inaccettabili"

 
 
- di Redazione Sky Tg24

Siria: vietate manifestazioni in città turche a maggioranza curda

Diversi provvedimenti relativi la sicurezza e i divieti di manifestazioni sono stati emessi in alcune province turche a maggioranza curda, confinanti con l'area interessata dall'intervento militare. Con l'inizio dell'intervento sono state vietate manifestazioni di protesta e dimostrazioni nelle province a maggioranza curda di Diyarbakir e Van e Mardin, a maggioranza araba e curda. Nel centro di Diyarbakir, la più grande città curda della Turchia, la polizia è intervenuta per vietare che una folla si radunasse per un sit-in di protesta. Un villaggio in provincia di Mardin, Senyurt Koyu è stato evacuato completamente, così come le abitazioni della cittadina di Nusaybin più prossime al confine con la Siria. La decisione è arrivata dopo che colpi di mortaio sono piovuti da oltre confine sia ieri che oggi, provocando il ferimento di tre persone.
- di Costanza Ruggeri

Siria: Di Maio convoca ambasciatore turco in Italia

Il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, ha convocato alla Farnesina dell'Ambasciatore della Turchia in Italia. "Nel riaffermare l'importanza della cessazione di ogni azione unilaterale, si legge in una nota riferendosi all'evolversi della situazione in Siria, l'Italia ribadisce che l'unica strada percorribile per una  soluzione duratura alla crisi siriana è rappresentata dal processo politico in corso  sotto gli auspici delle Nazioni Unite".
- di Costanza Ruggeri

Siria: soldati turchi avanzano, presi 7 villaggi curdi

E' salito a sette il numero dei villaggi curdi di cui le forze armate turche hanno preso il controllo insieme alle milizie locali filo-Ankara, a 24 ore dall'inizio dell'operazione 'Fonte di pace' nel nord-est della Siria. I villaggi si trovano nei pressi di Tal Abyad e Ras al Ayn, i primi due centri frontalieri attaccati. Lo riferisce l'agenzia statale turca Anadolu. 
- di Costanza Ruggeri

Erdogan avverte l'Europa: "Se ci ostacola pronti a mandare oltre tre milioni di profughi"

 
 
- di Costanza Ruggeri

Siria, Macron alla Turchia: fermare subito le ostilità, Ankara rischia di contribuire a ritorno del Califfato Isis

L'offensiva della Turchia nel nord della Siria "rischia di aiutare l'Isis a ricostruire il suo Califfato": lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, tornando a condannare "con la più grande fermezza l'offensiva militare unilaterale in Siria" ed invitando il governo di Ankara a "porvi fine il più rapidamente possibile". "Questo rischio di aiutare l'Isis a ricostruire il suo Califfato, è la responsabilità che si assume la Turchia", ha avvertito il leader francese nel corso di una conferenza stampa a Lione.
 
- di Costanza Ruggeri

Trump su Twitter: Turchia rispetti regole o sarà colpita

Sulla crisi nell'area siriana è intervenuto poco fa via Twitter il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: "seguo la situazione da vicino. E se non agirà secondo le regole la Turchia sara' colpita molto duramente, finanziariamente e con delle sanzioni": 
 
 
- di Costanza Ruggeri