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Incendi Amazzonia, schierato l'esercito: in campo 44mila soldati

2' di lettura

Al via l'operazione preannunciata dal presidente Bolsonaro, che resta nel mirino delle polemiche internazionali e delle proteste nelle principali città del Brasile. Per far fronte ai roghi anche l'aviazione e la marina

Il Brasile schiera l’esercito contro le fiamme che devastano l'Amazzonia (LE CAUSE DEI ROGHI). Migliaia di soldati e mezzi sono in campo per far fronte ai roghi, ma non bastano a spegnere le polemiche in Brasile contro il presidente Jair Bolsonaro, finito nel mirino delle proteste crescenti. I soldati brasiliani hanno iniziato le operazioni per contenere gli incendi, con un primo intervento compiuto da un aereo militare, e si preparano a dispiegare una forza di circa 44mila uomini, tra esercito, aviazione e marina. L'annuncio era arrivato in un discorso televisivo del presidente Bolsonaro, accolto dalle proteste di migliaia di persone scese in strada nelle principali città del Paese (LO SCONTRO INTERNAZIONALE - L'APPELLO SOCIAL DELLE STAR - LE FOTO DELLA NASA).

A San Paolo e Rio de Janeiro si protesta contro Bolsonaro e il governo

A San Paolo, sull'Avenida Paulista - arteria principale del centro della metropoli - decine di migliaia di manifestanti hanno bloccato il traffico, prima di sfilare verso la sede dell'agenzia di protezione ambientale Ibama. A Rio i dimostranti hanno attraversato il centro della città ripetendo slogan contro Bolsonaro e chiedendo le dimissioni del suo ministro dell'Ambiente, Ricardo Salles. Ovunque sono risuonate rumorose le proteste a colpi di pentole, le “paneladas”, le stesse usate nel 2016 contro Dilma Rousseff e lo scorso anno contro Michel Temer. Nel mirino dei manifestanti le politiche del governo, che avrebbero favorito uno sviluppo selvaggio in Amazzonia per favorire il business agroalimentare. "Boicotta la carne brasiliana", era uno dei cartelli nelle manifestazioni.

Per i roghi nel mirino agricoltori e industriali

Secondo gli esperti, gli incendi in Amazzonia sono stati causati dagli agricoltori, che sarebbero soliti appiccare le fiamme in questa stagione per garantire nuovi pascoli. Ma, accanto a questo, i roghi - cresciuti dell'85% in un anno - hanno anche l'obiettivo di deforestare vaste zone, per poi poterle sfruttare in modo industriale. Bolsonaro per parte sua punta l'indice contro i governatori degli Stati del nord, che "non muovono un dito" contro i roghi. In nove gli hanno chiesto un incontro urgente per affrontare l'emergenza. Secondo indiscrezioni stampa, i governatori accusano Bolsonaro di aver "sottovalutato" il problema.

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