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Attentati Sri Lanka, blitz delle forze di sicurezza in un covo: 15 morti

4' di lettura

I soldati stavano facendo irruzione in una base jihadista nell’est del Paese, quando dall'interno hanno iniziato a sparare e tre kamikaze si sono fatti esplodere uccidendo anche tre donne e sei bambini. Trovati esplosivi e bandiere Isis

Continuano i blitz delle forze di sicurezza dello Sri Lanka dopo gli attentati di Pasqua (FOTO) in chiese e hotel del Paese, che hanno provocato almeno 253 morti e oltre 500 feriti. Durante una delle operazioni nell’est dell’isola sono morte quindici persone, tra cui sei bambini. I soldati stavano facendo irruzione in un covo di estremisti, quando dalla casa - ha raccontato la polizia - hanno iniziato a sparare e tre kamikaze si sono fatti esplodere. Non ci sono stati feriti tra gli agenti e i soldati. Nei blitz, le forze di sicurezza hanno sequestrato esplosivi, detonatori, “kit suicidi”, uniformi militari e bandiere di gruppi dell'Isis.

Sei bambini e tre donne tra i morti

La sparatoria è iniziata venerdì sera, dopo una soffiata della polizia ai soldati su un covo di miliziani. I tre uomini si sono poi fatti esplodere, uccidendo anche tre donne e sei bambini all'interno di quella che la polizia ha individuato come una “casa sicura” jihadista vicino alla città orientale di Kalmunai, 370 chilometri a est della capitale. “Altri tre uomini, che si ritiene fossero anche loro dei kamikaze, sono stati trovati morti fuori dalla casa”, ha spiegato la polizia in un comunicato, aggiungendo che sono stati uccisi nella sparatoria. L'attacco alla base jihadista è durato oltre un'ora.

Nei blitz trovato arsenale esplosivo

Nei blitz nell’est del Paese sono stati trovati esplosivi, uniformi e bandiere dell'Isis, una vera e propria fabbrica di giubbotti-bomba, 150 barre di gelatina esplosiva, 100mila cuscinetti a sfera (da utilizzare probabilmente nelle bombe), un drone con una telecamera. Le forze di polizia ed esercito hanno intensificato la caccia agli estremisti dopo le stragi di Pasqua. Il governo dello Sri Lanka ha promesso un'azione rapida per catturare i terroristi ancora in libertà. Il presidente Maithripala Sirisena ha detto che "tra le 130 e le 140 persone che hanno legami con l'Isis" sono state individuate e di queste "circa 70 sono state già arrestate". "Un'importante operazione di ricerca è stata intrapresa – ha aggiunto il presidente – e ogni casa del Paese sarà controllata".

Morto negli attentati il mandante

Intanto, è stato reso noto che negli attentati di Pasqua è morto il mandante della strage, il predicatore a capo del gruppo islamista National Thowheeth Jama'ath. L'uomo, che l'intelligence cercava perché considerato il cervello degli attacchi, era uno dei kamikaze negli alberghi di Colombo. “Zahran è stato ucciso nell'attacco a Shangri-La di domenica mattina", ha detto il presidente Sirisena. L’uomo era insieme a Ilham Ahmed Ibrahim, 31 anni, figlio di un miliardario, tra gli uomini più ricchi del Paese, uno dei maggiori commercianti di spezie al mondo, che si è fatto saltare in aria insieme al fratello.

Sri Lanka blindato per paura di nuovi attacchi

E mentre proseguono le indagini e le ricerche degli estremisti, lo Sri Lanka è blindato per paura di nuovi attacchi. Le chiese sono ancora chiuse e l'arcivescovo di Colombo, il cardinale Malcolm Ranjith, ha sospeso tutte le messe delle domeniche, con i fedeli che sono stati invitati a seguire le celebrazioni da casa. Nel timore di rappresaglie, il ministero degli Affari Islamici a Colombo ha invitato i musulmani a evitare le preghiere del Venerdì e le donne a non portare il velo in pubblico. Alcune moschee, sfidando la paura, hanno comunque tenuto i sermoni, ma con una partecipazione molto inferiore rispetto al solito. L'arcivescovo ha invitato alla non-violenza: "Gli attentatori non rappresentano l'Islam e noi non incolpiamo i musulmani" per quanto accaduto.

Usa sconsigliano viaggi

Ma la paura rischia di avere per l’isola anche forti ripercussioni economiche. “Il turismo sarà il settore più colpito", ha detto il ministro delle Finanze Mangala Samaraweera. Per quest'anno, ha aggiunto, "ci aspettiamo un calo del 30 per cento negli arrivi e questo vuol dire una perdita di circa un miliardo e mezzo di dollari". Quest'anno una delle guide più famose del mondo aveva individuato lo Sri Lanka come “top destination” e nel 2018 era stato registrato un anno record con 2,33 milioni di turisti. Dopo gli attentati, il dipartimento di Stato Usa ha innalzato il livello di allarme per i viaggi nel Paese e ha sollecitato i propri cittadini a "riconsiderare i viaggi in Sri Lanka a causa del terrorismo". Gli Stati Uniti – visto che "gruppi terroristici continuano a pianificare possibili attacchi in Sri Lanka" - hanno anche ordinato di lasciare il Paese a tutti i membri in età scolare delle famiglie dei dipendenti del governo americano e hanno autorizzato la partenza volontaria dei dipendenti Usa non impegnati in servizi d'emergenza.

Data ultima modifica 27 aprile 2019 ore 08:31

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