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Brexit, Juncker: l'accordo non si rinegozia. Londra: senza modifiche non c'è accordo

4' di lettura

Per il presidente della Commissione europea il voto di Westminster, che ha chiesto a May di tornare a trattare con l’Europa sul backstop irlandese, è irricevibile. La Germania apre: bene esclusione del ‘no deal’. Londra non si scompone: modifiche necessarie

"Il dibattito e il voto di ai Comuni non cambia questo: l'accordo di divorzio non sarà rinegoziato". Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ribadice la chiusura di Bruxelles a una nuova trattativa sulla Brexit  (LE TAPPE), dopo che Westminster ha dato mandato alla premier Theresa May di rinegoziare con l’Ue l’intesa sul cosiddetto backstop irlandese. L'accordo attuale "resta il solo e il migliore possibile, lo abbiamo detto a novembre, ribadito in dicembre e poi a gennaio", ha aggiunto Juncker, intervenendo al Parlamento europeo. In serata è arrivata la risposta di Londra: “Senza modifiche il Parlamento non voterà l’accordo”.

Junker: “Siamo preparati agli scenari peggiori”

"Il voto" a Londra "ha acuito il rischio di un'uscita non ordinata e quindi dobbiamo continuare a prepararci per tutti gli scenari, anche i peggiori", ha poi messo in guardia Juncker, sottolineando come Theresa May "aveva dato il suo impegno personale" per evitare un ritorno a una frontiera dura con l'Irlanda, ma "nessuna rete di sicurezza potrà mai essere sicura se è a durata determinata". "Sono ottimista di natura", cosa che "mi porta a credere che ci sarà un accordo con il Regno Unito”, ha poi chiosato il presidente della Commissione.

Barnier: "Non accettiamo scaricabarile della Gran Bretagna"

Una posizione condivisa anche da Michel Barnier, capo negoziatore Ue al Parlamento europeo durante il dibattito sulla Brexit: "Ho difficoltà ad accettare questo gioco dello scaricabarile che alcuni" in Gran Bretagna "vogliono usare contro di noi", dal momento che la premier Theresa May "ha preso le distanze dall'accordo che aveva lei stessa negoziato". Barnier al ricorda inoltre che l'Ue "ha sempre negoziato con e non contro la Gran Bretagna".

Germania apre: “Bene esclusione ‘no deal’”

Più aperta al dialogo si mostra invece la Germania, che giudica favorevolmente l’emendamento con cui ieri la Camera dei Comuni inglesi ha bocciato una Brexit “no deal”, senza accordo. "Il governo tedesco è lieto del fatto che il parlamento britannico abbia affermato di non volere un 'no deal'", ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sull'esito delle votazioni nel parlamento di Londra. "Prendiamo atto del fatto che si voglia più chiarezza sul regime transfrontaliero fra Irlanda del Nord e Repubblica irlandese. Ora tocca a May, Barnier e al presidente della Commissione Juncker trovare concrete interpretazioni", ha proseguito.

Duello a Westminster tra May e Corbyn

Intanto la premier Theresa May continua a cercare una soluzione per uscire dall’impasse. Esiste "un numero di soluzioni alternative" al backstop per garantire il confine aperto post Brexit fra Irlanda e Irlanda del Nord, in parte già indicate "nella dichiarazione politica allegata" all'accordo di novembre, ha detto nel Question Time ai Comuni, ribadendo di volerne discutere con i leader Ue, i quali "vogliono un deal". "Nessuno capisce quali queste soluzioni alternative siano" in concreto, ha replicato il laburista Jeremy Corbyn, che ha poi chiesto con insistenza a May di indicare a quali "linee rosse" imposte dai brexiteers sia disposta a rinunciare per raggiungere un compromesso ed evitare lo spettro di una Brexit 'no deal'. May ha quindi contestato al numero uno del Labour d'essere lui ad alimentare il rischio no deal finché non discuterà col governo del sostegno a un deal possibile.

La risposta di Londra a Bruxelles: “Senza modifiche non c'è accordo”

Sul tardi arriva il commento di Londra ai no di Bruxelles. "I fatti - dice un portavoce di Downing Street, mentre fonti governative britanniche parlano di reazioni immediate non inattese – sono chiari: l'Ue dice di volere che usciamo con un accordo. Noi vogliamo un accordo. Ma l'accordo che avevamo trovato è stato respinto per 230 voti. Se vogliamo arrivare a ciò che è nel miglior interesse del Regno Unito e dell'Ue, dobbiamo apportare cambiamenti perché' l'accordo ottenga l'appoggio del Parlamento"

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