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Migranti, Sea Watch e Sea Eye bloccate nel Mediterraneo: "Dateci un porto sicuro"

La nave Sea Watch (Getty)
2' di lettura

Le due ong tedesche sono in mare con a bordo rispettivamente 32 e 17 persone. Sono in attesa di un possibile approdo. "Da nove giorni, in condizioni ormai proibitive, a bordo della Sea Watch 32 persone tra cui 3 bambini piccoli", ha twittato Sea Watch

Nono giorno in mezzo al mare per i 32 migranti salvati il 22 dicembre a largo della Libia dalla nave della ong tedesca Sea Watch, che vaga nel Mediterraneo centrale in attesa di un possibile porto per lo sbarco. Finora cinque Paesi europei hanno negato l'approdo: oltre a Malta e all'Italia, anche la Spagna, l'Olanda e la Germania. “Nessun Paese concede l'approdo - ha scritto su Twitter Sea Watch - Da nove giorni, in condizioni ormai proibitive, a bordo della Sea Watch 32 persone tra cui 3 bambini piccoli”. Diverse organizzazioni hanno lanciato un appello perché venga trovata una soluzione. "Chiediamo che vengano sbarcati tempestivamente in un porto sicuro vicino", il monito dell’Unhcr. Intanto ieri un’altra nave umanitaria tedesca, la Professor Albrecht Penck della ong Sea eye, ha soccorso 17 persone e sta chiedendo a sua volta un luogo dove sbarcare.

La Open Arms in Spagna

Due giorni fa si è invece risolta la situazione della nave Open Arms, con a bordo 311 persone. L’imbarcazione è stata accolta nel porto di Algeciras, in Spagna: i migranti erano stati soccorsi lo scorso 21 dicembre al largo delle coste libiche. Tra loro 139 minorenni. La rotta calda delle migrazioni è sempre più quella del braccio di Mediterraneo tra Marocco e Spagna, diventato il principale corridoio d'ingresso in Europa, con oltre 56 mila arrivi in un anno.

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