Brexit, cosa prevede la bozza d’intesa approvata dal governo inglese

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Confermati gli impegni sulla tutela dei diritti dei cittadini "ospiti", sul conto di divorzio britannico da 39 miliardi di sterline, su una fase di transizione di almeno 21 mesi. Confine temporaneamente senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord

Dopo una riunione durata oltre cinque ore, il 14 novembre la premier britannica Theresa May ha annunciato il via libera del governo alla bozza d'intesa sulla Brexit definita il giorno prima a Bruxelles. Un testo approvato faticosamente e che dovrà ora passare il vaglio dei 27 Paesi membri dell'Ue. I contenuti della bozza, spalmati in ben 585 pagine e sintetizzati in un libro bianco, erano già noti a grandi linee. Confermati gli impegni sulla tutela dei diritti dei cittadini "ospiti", sul conto di divorzio britannico da 39 miliardi di sterline, su una fase di transizione improntata allo status quo di 21 mesi. Al momento viene mantenuto un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord. Ecco i dettagli della bozza.  (LE PROSSIME TAPPE DELLA BREXIT)

La transizione di almeno 21 msi

Previsto un periodo di transizione di almeno 21 mesi, che inizierà dopo il 29 marzo 2019, data ufficiale della Brexit, che agli inglesi costerà complessivamente 39 miliardi di sterline. Durante questa fase, improntata al mantenimento dello status quo, il Regno Unito continuerà a seguire tutte le regole dell'Unione Europea (per garantire a tutti il tempo di prepararsi al cambiamento a lungo termine). Ciò significa che durante la transizione, il Regno Unito rimarrebbe sotto la giurisdizione della Corte di giustizia europea (CGE che risulta menzionata più di 60 volte nel documento). Il periodo di transizione è stato progettato anche per consentire al Regno Unito e all'Ue di raggiungere un accordo commerciale. La bozza afferma che entrambe le parti useranno i loro "migliori sforzi" per assicurare che un accordo commerciale a lungo termine entri in vigore entro la fine del 2020. Nel caso in cui fosse necessario più tempo, la bozza prevede la possibilità di estendere la transizione.

Irlanda del Nord e la soluzione "a toppe"

Nella bozza s'illustra nei dettagli anche la soluzione “a toppe” architettata per assicurare il mantenimento d'un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord: con una permanenza temporanea dell'intero Regno nell'unione doganale in attesa di un successivo accordo complessivo sulle relazioni future post Brexit fra Londra e Bruxelles. Anche se la bozza lo descrive come un "singolo territorio doganale", l'Irlanda del Nord sarà però in una relazione doganale più profonda con l'Ue rispetto alla Gran Bretagna e ancor più strettamente legata alle regole del mercato unico dell'Ue.

L’accordo doganale

Ci sono inoltre dettagli su una delle ultime questioni da negoziare, ovvero le condizioni in base alle quali il Regno Unito potrebbe essere in grado di lasciare questo accordo doganale temporaneo in futuro. Se una delle parti notifica all'altra che vuole che l’accordo giunga al termine, una commissione ministeriale congiunta si riunirà entro sei mesi per prendere in considerazione i dettagli. Ma l’accordo cesserebbe i suoi effetti solo se "l'Unione e il Regno Unito decidessero congiuntamente" che non è più necessario. In altre parole, il Regno Unito non avrà il diritto unilaterale di porre fine a tale accordo.

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