Iran, Trump su sanzioni: “Le più dure mai imposte”. Proteste a Teheran

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Bandiere Usa bruciate e cartelli contro il tycoon nell’anniversario dell'occupazione dell'ambasciata americana di Teheran e alla vigilia del nuovo round di sanzioni statunitensi. Atteso l’elenco degli otto Paesi che, per 6 mesi, potranno continuare a importare petrolio

“Le sanzioni all'Iran sono le più dure che il nostro Paese abbia mai imposto, vedremo cosa succede”. Sono queste le parole che il presidente Usa Donald Trump - in piena campagna elettorale per il voto di Midterm del 6 novembre – ha pronunciato alla vigilia del ripristino delle sanzioni americane all’Iran, dopo l'uscita di Washington dall'accordo sul nucleare. Parole che arrivano nel giorno in cui, in occasione dell’anniversario dell'occupazione dell'ambasciata Usa di Teheran, gli iraniani sono scesi in piazza anche contro il tycoon.

Bandiere Usa bruciate e cartelli contro Trump

Le manifestazioni di protesta sono andate in scena a 39 anni dalla presa in ostaggio di 52 dipendenti della sede diplomatica. Quest’anno alle bandiere a stelle e strisce bruciate al grido di "morte all'America" - un classico delle manifestazioni in ricordo del sequestro del '79 - si sono affiancati i cartelli contro il presidente statunitense. Come quelli con le immagini di un Trump ridicolizzato e contorto tra i bracci di una svastica nazista. La rinnovata ostilità nei confronti degli Usa ha compattato anche le diverse anime del regime degli Ayatollah: dalla Guida Suprema Ali Khamenei, al presidente Hassan Rohani, fino al generale Mohammed Ali Jafari, capo dei Guardiani della Rivoluzione, e allo speaker del parlamento Ali Larijani.

Compatte contro gli Usa le diverse anime del regime degli Ayatollah

“La nazione iraniana farà vedere che il signor Trump è troppo piccolo per riuscire a mettere in ginocchio l'Iran”, ha detto Larijani. “Il governo non teme le minacce degli Usa”, ha aggiunto Rohani. L'Iran “può superare questa guerra economica e il fallimento del progetto delle sanzioni è imminente”, gli ha fatto eco Jafari. Ieri, contro Trump, anche l'attacco di Khamenei: “Il presidente americano ha sperperato la credibilità che rimaneva dell'America e della democrazia liberale”. Si era scagliato contro il presidente Usa anche il generale Qassem Soleimani: sul suo profilo Instagram ha pubblicato una foto in stile locandina del “Trono di Spade”, con la scritta “Ti affronterò”. Una risposta all'immagine postata su Twitter il giorno prima da Trump, che sempre con lo stile della serie televisiva annunciava che “Le sanzioni stanno arrivando”.

Le sanzioni all’Iran

Alla mezzanotte americana, le 6 in Italia, scatta quindi il nuovo round di sanzioni statunitensi contro l'Iran. In un'intervista alla Fox, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha spiegato che gli Stati Uniti prevedono di esentare temporaneamente, per un massimo di sei mesi, otto Paesi che negli ultimi tempi hanno lavorato per ridurre a zero le loro importazioni di petrolio da Teheran. A breve è atteso l’elenco di questi otto Paesi che, quindi, per sei mesi potranno continuare a importare petrolio dall'Iran senza incorrere a loro volta nelle sanzioni Usa. L'Europa non godrà delle esenzioni ma l'Italia, insieme a Giappone, India e Corea del Sud, potrebbe essere tra gli otto “salvati”.

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