Elezioni midterm Usa 2018, i sondaggi sul voto americano

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Le rilevazioni prevedono per i Democratici la maggioranza alla Camera: un rischio che spaventa Donald Trump, che si troverebbe costretto a governare solo con il sostegno del Senato. Molte però le sfide incerte. Cresce il divario dato dal grado di istruzione

Il voto di martedì 6 novembre per le midterm elections, le elezioni statunitensi di metà mandato (COSA SONO), spaventa Donald Trump. I sondaggi infatti finora non sorridono al tycoon e ai repubblicani, che rischiano di perdere la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, travolti dalla cosiddetta “blue wave”, l’ondata democratica. Secondo il sito FIveThirtyEight di Nate Silver (predisse la vittoria di Obama nel 2008), i democratici hanno ben l’85% di possibilità di strappare la maggioranza della Camera al partito conservatore. Numeri simili alle rilevazioni di tutti principali media e siti specializzati. Come nel modello messo a punto da Optimus, segnalato da YouTrend, secondo cui i Democratici avrebbero quasi il 95% di probabilità di avere la maggioranza alla Camera, mentre i Repubblicani sono quasi altrettanto certi (91,6%) di mantenere quella al Senato.

Come esce Trump dai sondaggi sulle midterm

Donald Trump rischia dunque seriamente di diventare "un'anatra zoppa", il termine utilizzato negli Stati Uniti per indicare un presidente che perde la maggioranza in una delle due Camere, come accadde a Barack Obama nel 2010. Il tycoon potrebbe trovarsi senza l’appoggio della Camera: se infatti in Senato sono rinnovati 35 seggi, di cui 26 sono attualmente in mano a Democratici, la Camera per contro si rinnova invece per intero, e dei 73 collegi più incerti per il Cook Political Report ben 69 sono oggi rappresentati da Repubblicani. Se i repubblicani dovessero perdere la Camera sarebbe un brutto colpo per l'inquilino della Casa Bianca, costretto a governare la seconda parte del mandato senza il sostegno di uno dei due rami del Parlamento. E con lo spettro di un pressing più deciso sul fronte del Russiagate (UN TEST PER TRUMP).

Le sfide più interessanti

Come segnala YouTrend, molti sondaggi americani, a fronte dell’enorme numero di competizioni politiche (sono ben 500) tra aspiranti deputati, senatori e governatori, si concentrano sulle sfide più importanti, che determineranno il bilancio finale o che vedono protagonisti degli esponenti di primo piano. È ciò che sta facendo il New York Times, che in collaborazione con il Siena College Research Institute sta conducendo una serie di rilevazioni su decine e decine di sfide, aggiornando i risultati in tempo reale. Tra i duelli più interessanti, quello tra Ted Cruz e Beto O’Rourke per il Senato, in Texas. Apertissima la competizione in Florida, sia per il Senato sia per il governatore. Da tenere d’occhio anche i “purple states”, gli stati in bilico, come Arizona e Nevada nel South-West, che potrebbero determinare la maggioranza al Senato .

Il diviario dato dall’istruzione

Secondo un’analisi pubblicata su Wall Street Journal e Nbc News, dal voto di martedì emerge una chiara e per certi versi nuova tendenza: si va allargando la differenza nelle preferenze di voto di due classi sociali in particolare, ovvero le donne bianche con un elevato livello di istruzione e gli uomini bianchi con un livello di istruzione medio-basso. Se nel primo gruppo i Democratici prevalgono di 33 punti sui Repubblicani, nel secondo al contrario il partito conservatore si distacca per ben 42 punti.

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