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Pacchi bomba Usa, un arresto in Florida. Altro plico per ex capo 007

5' di lettura

Si tratta di un uomo di 56 anni, fermato nella zona di Miami, con dei precedenti. Nel suo furgone aveva foto di Trump. Il presidente: no violenza politica, dobbiamo unirci. Intanto sono saliti a tredici i plichi esplosivi intercettati finora, l'Fbi: potevano esplodere

Le forze dell'ordine americane hanno arrestato un uomo sospettato di essere legato all'invio dei pacchi bomba a numerose personalità ed esponenti del Partito democratico che si oppongono al presidente Donald Trump. Le autorità lo hanno definito il "principale sospettato" dell'indagine sui plichi esplosivi. L'arresto è avvenuto nell'area di Miami: molti dei pacchi sono stati spediti infatti da un ufficio postale della Florida. Secondo la Cnn, l'arresto è stato fatto in un'officina a Plantation, una cittadina vicina a Fort Lauderdale. L'arrestato è un uomo bianco di 56 anni, di nome Cesar Sayoc. Vive in Florida e risulta avere una casa ad Aventura, una cittadina sull'Atlantico tra Miami e Fort Lauderdale, ha una storia con precedenti criminali e legami con New York. L'uomo sarebbe stato incastrato dalle tracce di Dna lasciate su alcuni dei pacchi inviati. La polizia ha anche sequestrato il suo furgone bianco fermo in un parcheggio di un'azienda, sempre a Plantation. Il mezzo ha diversi adesivi sui finestrini, incluse bandiere americane e foto del presidente Trump. L'Fbi ha avvertito: "Potrebbero esserci altri ordigni".

Trump: no violenza politica, dobbiamo unirci

Proprio il presidente ha parlato della vicenda dalla Casa Bianca: "Non consentiremo la violenza politica negli Usa, siamo impegnati a fermarla". Gli americani, ha ribadito, "devono unirsi, mostrare al mondo che siamo uniti”. Il tycoon ha aggiunto che "il responsabile sarà perseguito con la massima severità prevista dalla legge" e ha ringraziato la polizia federale e le forze dell'ordine locali per il loro "lavoro incredibile". Poche ore prima il presidente ha commentato su Twitter rammaricandosi che la vicenda stia distraendo dalle elezioni di Midterm proprio quando, a suo avviso, il Grand Old Party sta avendo buoni risultati. "I repubblicani stanno facendo così bene nel voto anticipato e nei sondaggi, ed ora accade questa cosa della 'Bomba' e il momento favorevole frena grandemente. Le notizie ora non parlano di politica. Molto spiacevole quello che sta succedendo. Repubblicani, uscite e votate", ha scritto in un tweet.

Tredici i plichi inviati in totale

Negli Stati Uniti è ancora alto l'allarme per i pacchi bomba: tre i plichi rinvenuti oggi, per un totale che arriva a 13. L'Fbi, in una conferenza stampa dopo l'arresto, ha confermato che gli ordigni avrebbero potuto esplodere se fossero stati recapitati. L'ultimo pacco sospetto è stato trovato in California, indirizzato al donatore dei democratici Tom Steyer. Un dodicesimo plico è stato rinvenuto nel cuore di Manhattan all'interno di un ufficio postale, ed era indirizzato a James Clapper, l'ex capo dell'intelligence Usa. Isolata la zona di Midtown, un'area non lontana da Times Square, nei pressi del distretto dei teatri di Broadway. L’undicesimo pacco, trovato poco prima in Florida – dove si sono concentrate le ricerche degli investigatori - era invece indirizzato al senatore democratico Cory Booker, anche in questo caso una delle voci più critiche di Donald Trump. Dalle prime informazioni gli ultimi plichi sono del tutto simili agli altri dieci già rinvenuti. Un esame ai raggi X del pacco sospetto indirizzato all'ex capo degli 007 ha rivelato un oggetto che sembra un tubo bomba, come quelli trovati negli altri pacchi. Ieri altri ordigni intercettati erano stati indirizzati alla star di Hollywood Robert De Niro e all'ex vicepresidente Usa Joe Biden, al quale ne sono stati spediti due. Il presidente Trump, intanto, ha dichiarato che "le bombe frenano il momento favorevole dei repubblicani".

Le altre persone prese di mira

Prima di Clapper, Booker, Biden e De Niro, a ricevere gli ordigni sospetti sono stati altri personaggi molto noti vicini alla galassia dem. Il primo è stato George Soros, filantropo miliardario di origini ungheresi, nel mirino delle destre in tutto il mondo, che ha ricevuto il pacco bomba lunedì, nella cassetta delle lettere della sua residenza a Katonah, nella contea di Westchester, New York. Successivamente, un pacco è stato trovato presso la residenza della ex candidata dei Democratici alla presidenza Hillary Clinton, a Chappaqua, New York. Come nel suo caso, anche l’involucro destinato all’ex presidente Barack Obama è stato intercettato dal Secret Service, durante un controllo di routine a Washington. Nel mirino è poi finito, John Brennan, ex direttore della Cia. Il “suo” pacco è stato inviato tramite corriere agli uffici della Cnn a New York che mercoledì sono stati evacuati. La polizia ha fatto sapere di aver rinvenuto all'interno anche una busta con polvere bianca. Il quinto ordigno era indirizzato all'ex ministro della Giustizia, Eric Holder, ma è finito nell'ufficio in Florida della deputata Debbie Wasserman Schultz, che era segnalata come mittente. Infine, la deputata democratica Maxine Waters è stata destinataria di due pacchi, uno inviato al suo ufficio a Washington mentre il secondo è stato trovato in un ufficio postale a Los Angeles.

Data ultima modifica 26 ottobre 2018 ore 21:13

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