Messico, presidente apre a legalizzazione droga contro narcotraffico

Andrés Manuel López Obrador durante un convegno prima della sua elezione a luglio (Getty Images)
2' di lettura

López Obrador ha parlato della sua strategia per combattere i narcos, la cui ondata di violenza ha causato quasi 30mila morti solo nel 2017. L'obiettivo è pacificare il Paese

La legalizzazione di alcune droghe come arma contro il narcotraffico. È la strategia alla quale sta pensando Andrés Manuel López Obrador, presidente del Messico eletto a luglio scorso e in carica a partire dal prossimo 1 dicembre.

Il presidente messicano apre alla legalizzazione

Una strategia per "pacificare il Paese", da anni alle prese con la violenza causata dai cartelli del narcotraffico. López Obrador, che tra meno di due mesi sarà ufficialmente presidente con un mandato di sei anni, ha parlato domenica 7 ottobre dallo stato di Zacatecas, nel centro del Messico, dove si trova in tour. "Ci sono tante proposte da analizzare per capire quale sia la strada più opportuna da seguire, ma credo che un'attenzione particolare vada data al problema dell'insicurezza e della violenza", ha detto, aprendo alla "revisione riguardo alla legalizzazione di alcune droghe". Tra le altre misure di cui ha parlato – riporta l'agenzia Reuters – la lotta alla povertà, la creazione di nuovi impieghi e una amnistia per i bassi ranghi delle organizzazioni criminali.  

I cartelli del narcotraffico e il papavero da oppio

La guerra dei narcos – ricorda sempre Reuters – ha generato una violenza crescente in Messico, portando la cifra delle morti ad essa legate a quasi 30mila nel 2017. Al centro di questa guerra, oltre alla cocaina (colombiana), il papavero da oppio, citato dallo stesso Andrés Manuel López Obrador. Durante il suo intervento, il nuovo presidente ha affermato che, per evitare che molti agricoltori si dedichino alla coltivazione di questa pianta, il governo potrebbe "pagare di più" per "il mais". A dare man forte alle sue parole anche Olga Sánchez Cordero – senatrice ed ex membro della Suprema Corte nazionale, da più parti indicata come futuro ministro dell'Interno – che ha confermato come il prossimo esecutivo messicano stia "contemplando la legalizzazione della marijuana per uso medicinale e ricreativo (come già succede in alcuni stati Usa, in Canada e altri Paesi del mondo, ndr)" ma che "la coltivazione del papavero sarà solo ed esclusivamente per uso farmaceutico".  

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