Papa Francesco in Estonia: "Vostra società ha fatto passi da gigante"

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Ultima tappa nel Paese Baltico con la più alta percentuale di non credenti. Nel suo discorso a Tallinn il pontefice ha ricordato che "confidare nel progresso tecnologico come unica via di sviluppo può causare perdita dei legami"

Papa Francesco in Estonia, tappa conclusiva del suo viaggio negli Stati Baltici, elogia i "passi da gigante" compiuti dalla società estone dal 1991, anno in cui il Paese riacquistò l'indipendenza dopo essere stato una delle repubbliche sovietiche.

Il richiamo del Papa alle "società tecnocratiche"

Nel suo discorso di fronte alle autorità a Tallinn, il pontefice ha invitato a "coltivare la memoria riconoscente" per chi ha combattuto per "la libertà e l’indipendenza", sottolineando come anche grazie a queste persone la repubblica baltica abbia appunto compiuto "passi da gigante" che le hanno permesso di toccare alti livelli nell'indice di sviluppo umano, in capacità di innovazione e nelle libertà di stampa e politica. Come riporta anche il quotidiano cattolico "Avvenire", papa Francesco ha però sottolineato come occorra "sempre ricordare che il benessere non è sempre sinonimo di vivere bene". "Le nostre società tecnocratiche – ha aggiunto – generano la perdita del senso della vita, della gioia di vivere e, quindi, uno spegnersi lento e silenzioso della capacità di meraviglia, che spesso immerge la gente in una fatica esistenziale". Da qui l’esortazione papale a divenire "artigiani di legami", uno sforzo nel quale l'Estonia – ha assicurato Bergoglio – "potrà sempre contare sul sostegno e sull’aiuto della Chiesa Cattolica, una piccola comunità tra di voi, ma con tanta voglia di contribuire alla fecondità di questa terra".

Papa Francesco e la "residenza digitale" in Estonia

La comunità cattolica estone visitata dal papa a Tallinn conta appena seimila persone in un Paese che, a differenza della Lituania – penultima tappa del suo viaggio e all'80% cattolica, – ospita oltre il 70% di atei. Anche per questo motivo ad accogliere il Pontefice non ci sono state le folle viste a Vilnius. La presidente estone Kersti Kaljulaid – che nel suo discorso ha citato San Francesco – ha donato al Papa la "residenza digitale": non un caso, nel Paese più digitalizzato al mondo. Kaljulaid ha anche ricordato che la Chiesa non ha mai riconosciuto l’occupazione sovietica del suo Paese e degli altri Paesi baltici: questi ultimi, nelle pagine dell’Annuario Pontificio sulle rappresentanze diplomatiche accreditate presso la Santa Sede, venivano infatti sempre indicate come Estonia, Lituania e Lettonia.

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