Il Papa nei Paesi baltici: "Ospitare le differenze, Lituania esempio"

Un'immagine di Papa Francesco (archivio Getty)
4' di lettura

Il Pontefice è in viaggio apostolico in Lituania, Lettonia ed Estonia, 25 anni dopo la visita di Giovanni Paolo II e nell'anno in cui i tre Paesi celebrano il centenario dell’indipendenza. Previsti 15 discorsi nei 4 giorni a Vilnius, Kaunas, Riga e Tallinn 

In uno scenario mondiale “dove crescono le voci che seminano divisione e contrapposizione", la Lituania è "un esempio di ospitalità delle differenze, di dialogo, di apertura e comprensione" che "possono trasformarsi in ponte di unione tra l’oriente e l’occidente europeo”. È questo il senso dell'intervento di Papa Francesco nell'incontro con le autorità e la società civile della Lituania al Palazzo presidenziale di Vilnius, dove si trova in visita. Il pontefice è partito questa mattina per il suo viaggio nelle Repubbliche baltiche, che da oggi a martedì prossimo lo porterà oltre che in Lituania, in Lettonia ed Estonia, 25 anni dopo la visita di Giovanni Paolo II e nell'anno in cui i tre Paesi celebrano il centenario della loro indipendenza. Si tratta del venticinquesimo viaggio all'estero del pontificato di Bergoglio.

"Ospitare le differenze, no a espulsione delle altre culture"

Nel suo discorso Francesco ricorda come contro la strumentalizzazione dell’insicurezza e dei conflitti, i lituani possono offrire "una parola originale da apportare: 'ospitare le differenze'". Poi sono altre parole di elogio alla Lituania: “Nel corso della sua storia, ha saputo ospitare, accogliere, ricevere popoli di diverse etnie e religioni. Tutti hanno trovato in queste terre un posto per vivere”, ha detto Francesco, "sono vissuti insieme e in pace fino all'arrivo delle ideologie totalitarie che spezzarono la capacità di ospitare e armonizzare le differenze seminando violenza e diffidenza".

Prima tappa è la Lituania

Il Papa è partito per il viaggio apostolico decollando alle ore 7:37 dall’aeroporto Leonardo da Vinci con un Airbus A320 dell’Alitalia. Alla partenza ha mandato un telegramma di saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Mi è gradito rivolgere a Lei, signor presidente, e a tutti gli italiani il mio affettuoso e beneaugurante saluto, che accompagno con ogni più cordiale auspicio di pace e di serenità". In mattinata è arrivato all'aeroporto internazionale di Vilnius, capitale della Lituania, dove si è tenuta una cerimonia di benvenuto. Poi la visita di cortesia alla presidente Dalia Grybauskaite nel Palazzo presidenziale, dove ha incontrato le autorità lituane, la società civile e il Corpo diplomatico. Nel pomeriggio è prevista la visita al Santuario Mater Misericordiae, poi l'incontro con i giovani nella piazza antistante la Cattedrale e la visita alla Cattedrale. Infine il rientro alla Nunziatura di Vilnius, dove il Papa alloggerà per tutta la durata del viaggio.

Le tappe del viaggio

Il programma che attende il Papa è molto denso: fino al 25 settembre sono previsti 15 discorsi in quattro giorni di visita alle Repubbliche baltiche. Domenica il Pontefice si trasferirà in auto a Kaunas, mentre sarà a Riga il giorno dopo e nel pomeriggio di lunedì si trasferirà al Santuario della Madre di Dio di Aglona. Martedì 25, infine, partirà in aereo per la capitale estone Tallinn da cui ripartirà verso Roma.

I temi al centro del viaggio

Le linee guida del viaggio del Papa sono state spiegate dal segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin: sostegno alle comunità cattoliche, ecumenismo, dialogo. "Il Papa va prima di tutto per le comunità cattoliche. In Lituania c'è una grande comunità cattolica, la maggioranza della popolazione. Negli altri due Paesi c'è meno, in particolare in Estonia è molto piccola, e quindi questo è necessario". "Poi c'è sicuramente il dialogo ecumenico: questo è fondamentale, anche in Lettonia e in Estonia per la presenza di altre confessioni cristiane", ha aggiunto Parolin. "Trovandosi questi Paesi quasi ai confini con l'Oriente, c'è questo invito a cercare la soluzione delle tensioni e delle differenze che ci sono attraverso il dialogo e l'incontro".

Data ultima modifica 22 settembre 2018 ore 13:22

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