Germania, rimosso il capo degli 007 dopo le rivolte xenofobe

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Hans-Georg Maassen è accusato di contiguità con l'estrema destra. Ora sarà sottosegretario agli Interni nel ministero guidato dal suo strenuo difensore, Horst Seehofer. Il caso aveva messo in crisi la "Grosse Koalition" 

Il capo dei servizi segreti tedeschi, Hans-Georg Maassen, è stato rimosso dalla carica. La decisione è arrivata al termine di una riunione della coalizione di governo in cui i socialdemocratici hanno richiesto con fermezza un provvedimento del genere, dopo che lo 007 è stato accusato di aver voluto sminuire le violenze targate estrema destra nei confronti di un migrante che si sono verificate lo scorso 26 agosto a Chemnitz. Maassen diventa sottosegretario agli Interni.  

I giornali tedeschi: "Una promozione"

Maassen diventa dunque sottosegretario agli Interni, nel ministero guidato dal suo strenuo difensore, Horst Seehofer. Proprio con il ministro bavarese e capo della Csu, la cancelliera Angela Merkel aveva avuto, secondo quanto riferisce Bild, un incontro poco prima della riunione con i capi dei partiti della coalizione, durata circa due ore. Inizialmente i socialdemocratici di Andrea Nahles, scrive ancora Bild, non erano d'accordo con questa soluzione, ma poi hanno ceduto al compromesso, che sia per Bild sia per Spiegel equivale a una "promozione" o "avanzamento di livello". Nella nuova veste, tra l'altro, Maassen prenderà circa 14.000 euro di stipendio, 3.000 in più che per il vecchio incarico. Al ministero degli Interni, riporta ancora Spiegel, Maassen non si occuperà della supervisione del lavoro dei servizi segreti, sebbene Seeehofer abbia sottolineato di "apprezzare la sua competenza in materia di sicurezza pubblica". 

Il caso ha messo in crisi la "Grosse Koalition"

Il compromesso è stato trovato in una riunione alla cancelleria tra Merkel, presidente della Cdu, il presidente della Csu bavarese e ministro dell'Interno, Horst Seehofer e la leader del partito socialdemocratico, Andrea Nahles (SPD). L'accordohastemperato gli animi nel governo dato che gli alleati erano sulle barricate: se il presidente del servizio segreto interno BfV fosse rimasto al suo posto per l'ostinazione di Seehofer, la socialdemocratica Nahles non aveva escluso la caduta della Grosse Koalition. La soluzione trovata mette al sicuro il governo della cancelliera Merkel da nuovi rischi per la sua maggioranza. 
 

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