Cuba, il presidente Díaz-Canel si dichiara favorevole ai matrimoni gay

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In un'intervista rilasciata all'emittente televisiva Telesur ha spiegato che il governo intende eliminare qualsiasi tipo di discriminazione

A Cuba potrebbero presto essere celebrati matrimoni tra persone dello stesso sesso. In una recente intervista rilasciata all'emittente Telesur, il presidente Miguel Díaz-Canel si è infatti dichiarato favorevole alle unioni gay, e sarebbe pronto ad approvarle. Una decisione rivoluzionaria in un Paese in cui l’omosessualità è legale solo dal 1979.

Le dichiarazioni di Miguel Díaz-Canel

Miguel Díaz-Canel, che ha preso il posto di Raul Castro il 19 aprile scorso, ha spiegato che il governo sta pianificando “l'eliminazione di qualsiasi tipo di discriminazione nella società”, e si sta impegnando ad aggiornare la costituzione, che ora definisce il matrimonio come “l'unione tra un uomo e una donna". Saranno comunque i cittadini, il prossimo 24 febbraio, a decidere con un referendum l’approvazione del nuovo progetto costituzionale, la cui bozza ha già incassato il sì del Parlamento lo scorso 22 luglio.

Cambio di rotta rispetto al passato

L'endorsement del presidente ai matrimoni tra persone dello stesso sesso fa discutere in un Paese in cui gli omosessuali sono stati vittime di violenze e persecuzioni nelle decadi successive alla rivoluzione del 1959: “Abbiamo assistito ad una progressiva evoluzione e molti tabù sono stati infranti”, ha spiegato però Díaz-Canel. La posizione del governo nei confronti dell’omosessualità si è ammorbidita nel corso degli anni anche grazie agli sforzi della figlia di Raul Castro, Mariela.

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