Chi è Miguel Díaz-Canel, il nuovo presidente di Cuba

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Nato nel 1960, un anno dopo la rivoluzione, il nuovo numero uno dell'isola proviene da un'umile famiglia di Villa Clara. Prima una laurea in Ingegneria, poi la scalata al partito e l'elezione alla vigilia del suo 58esimo compleanno

Il 19 aprile il Parlamento cubano ha eletto il successore di Raul Castro. Miguel Díaz-Canel, ingegnere elettronico di 57 anni, è stato formalmente proclamato presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri dall'Assemblea nazionale cubana. Unico candidato per questi incarichi è stato eletto con il voto favorevole di 603 dei 604 deputati del Parlamento unicamerale dell'Avana presenti. È il primo capo di Stato cubano a non portare il cognome Castro.

Il nuovo presidente

Díaz-Canel diventa presidente all'inaugurazione della nona legislatura grazie al voto di maggioranza dei 605 deputati dell'Asamblea Nacional del Poder Popular sulla lista unica di candidati per i diversi incarichi, che includeva Díaz-Canel per la presidenza del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri. Il nuovo presidente sostituirà Raul Castro (86 anni) al vertice dello Stato cubano, anche se Castro - che ha scelto di non presentarsi per una possibile rielezione - manterrà fino al 2021 l'incarico di segretario del Partito comunista cubano (Pcc), fulcro del potere e unica forza politica legale nel Paese. Nato a Villa Clara il 20 aprile 1960, da un padre meccanico e da madre maestra elementare, Miguel Díaz-Canel è quello che può definirsi figlio della Rivoluzione. Dopo una laurea in ingegneria elettronica conseguita nel 1982 all'età di 22 anni, svolge per tre anni il servizio militare obbligatorio per poi farsi le ossa in Nicaragua dove appoggia la rivoluzione sandinista. La sua scalata alla gerarchia del Partito comunista cubano inizia nel 1993 quando diventa primo segretario del Pcc nella sua Villa Clara, città che ospita il mausoleo di Ernesto "Che" Guevara. Grande appassionato della figura del comandante argentino, Díaz-Canel si dimostra un politico vicino al popolo e fedele con i vertici rivoluzionari. Ciò non gli impedirà di distaccarsi dall'ortodossia del Pcc difendendo i diritti civili della comunità Lgbt cubana e diventandone un punto di riferimento. Díaz-Canel è famoso anche per un passato da amante del rock: ebbe un ruolo di primo piano nella creazione del centro di El Mehunche.

La scalata ai vertici del partito

Dopo dieci anni di politica nella sua provincia, Díaz-Canel passa a quella di Holguín, nel sudest del Paese e terra natale di Fidel e Raul Castro. L'esperienza gli permette di entrare nel Comitato centrale del partito e poi, dal 2009 al 2012 di essere chiamato da Raul in persona per ricoprire la carica di ministro dell'Educazione. Dal 2013 è vicepresidente del Consiglio di Stato nonché delfino personale di Raul che gli apre la strada alla successione presidenziale. Nonostante uno stile poco formale che lo porterà a tenere per anni i capelli lunghi e a spostarsi solo in bicicletta, Díaz-Canel non può essere definito un campione di carisma politico. Gli analisti nazionali ed esteri sono concordi nel definirlo un dirigente di basso profilo, scarso carisma e posizioni poco note a gran parte della popolazione dell'isola. Le aspettative di un cambiamento più o meno radicale dopo la sua ascesa al potere sono quasi inesistenti. Negli ultimi mesi, mentre cresceva la possibilità della sua elezione, l'erede dei Castro si è limitato a ribadire in varie occasioni la linea ufficiale del Pcc: bisogna andare avanti con le riforme lanciate da Raul a partire dal 2008, ma con estrema prudenza e senza mettere a rischio il monopolio del potere politico. Anche in merito alla possibilità di aperture politiche, il nuovo leader cubano mantiene la linea dei precedenti governi: ogni dissenso è considerato un sabotaggio, ogni opposizione è denunciata come opera di mercenari al soldo dell'imperialismo americano.

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