Libia, il premier Sarraj assume l’incarico di ministro della Difesa

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Prende il posto di Mahdi Al-Barghathi, finito sotto pressione per presunte responsabilità nel massacro di “Brak al-Shati” e di cui il Consiglio presidenziale aveva chiesto le dimissioni a fine luglio. Intanto, a Tripoli sembra reggere la tregua dopo 9 giorni di scontri

Mentre in Libia sembra reggere - dopo giorni di scontri tra milizie- l’accordo per il cessate il fuoco, il premier Fayez Al Sarraj ha assunto l'incarico di ministro della Difesa. Prende il posto di Mahdi Al-Barghathi, di cui il Consiglio presidenziale aveva già chiesto le dimissioni a fine luglio. Ad annunciarlo, un comunicato postato sulla pagina Facebook dell'ufficio stampa del premier.

Chi è il ministro sostituito

Mahdi Al-Barghathi, originario di Bengasi, era finito sotto pressione per presunte responsabilità nel massacro di “Brak al-Shati”, un attacco nel maggio dell'anno scorso a una base militare nel sud che aveva causato oltre 140 morti, in gran parte delle forze del generale Khalifa Haftar. Eppure, da capo militare dell'Est, il ministro dimissionario aveva servito proprio sotto Haftar nella seconda Guerra civile libica prima di entrare nell'esecutivo di Sarraj. Il Consiglio presidenziale aveva già emesso un'ordinanza per licenziarlo il 29 luglio, ma Al-Barghathi si era rifiutato di dimettersi sostenendo che serviva una decisione dell'autorità giudiziaria.

Il bilancio degli scontri: 66 morti e 187 feriti

A Tripoli, intanto, sembra reggere il cessate il fuoco dopo i nove giorni di scontri iniziati il 26 agosto, anche se la milizia ribelle “Settima Brigata” ha denunciato una violazione, sostenendo di essere stata attaccata dalla milizia “al-Daman” e di aver subito di il ferimento di due suoi uomini. Nei giorni scorsi, secondo l’ultimo bilancio ufficiale, "l'ospedale da campo" di Tripoli ha registrato 66 morti, 187 feriti e 12 dispersi. Il governo di accordo nazionale libico ha annunciato la ripresa dei voli dall'aeroporto Mitiga, lo scalo di Tripoli chiuso dal 31 agosto. “Assicurare l'apertura dell'aeroporto di Mitiga, di tutte le strade della capitale e di quelle che vi confluiscono” era il quinto dei sette punti dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto l'altro ieri.

Moavero conferma: “Conferenza sulla Libia in Italia a novembre”

Di Libia si parla anche in Italia. “Il cessate il fuoco sta reggendo”, ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato intervenendo sulla situazione nel Paese africano. “L'obiettivo della tregua è riavviare il dialogo", ha sottolineato. E ha definito il cessate il fuoco "un risultato positivo” a cui “noi abbiamo contribuito nell'interesse dell'Italia”. Sulle elezioni ha aggiunto che la data “devono stabilirlo i libici e le loro istituzioni”. E poi ha confermato che “la conferenza sulla Libia si terrà in Italia a novembre nel formato 'di Roma', quindi con la partecipazione anche di Cina e Stati Uniti”. “Il luogo potrebbe essere la Sicilia, ma non è ancora stato deciso”, ha aggiunto. Poco prima, la ministra della Difesa Elisabetta Trenta aveva dichiarato: “Il nostro interlocutore principale è Serraj nell'ambito del processo di pace, ma occorre dialogare con tutti: tornerò in Libia nei prossimi giorni, non posso dire la data esatta per questioni di sicurezza”.

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