Australia, sfiduciato Turnbull. Scott Morrison è il nuovo premier

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Al termine di una lotta interna, il Partito Liberale ha deciso di affidarsi al ministro del Tesoro che, in base al meccanismo di voto australiano, una volta eletto dallo schieramento di maggioranza diventa contestualmente primo ministro

Malcolm Turnbull, alla guida del governo dal 2015, non è riuscito a resistere alla crisi che ha colpito il suo esecutivo. Il Partito Liberale, di cui è stato leader negli ultimi anni, lo ha sfiduciato con un voto segreto durante una speciale riunione del gruppo parlamentare ed ha contestualmente eletto come nuovo premier il ministro del Tesoro Scott Morrison. L’avvicendamento alla guida del governo arriva al termine di una lotta interna ai liberali con Turnbull messo sotto accusa dai suoi stessi colleghi a causa di un forte calo dei sondaggi e per una serie di posizioni osteggiate dall’ala ultraconservatrice dello schieramento. Tra meno di un anno in Australia si terranno le elezioni politiche.

È il settimo primo ministro in 11 anni

A Morrison è bastato ottenere la fiducia all’interno del suo partito per diventare primo ministro. In base al meccanismo di voto australiano, infatti, chi viene eletto leader dello schieramento di maggioranza viene scelto conseguentemente anche nella carica di premier. Prima del voto segreto che ha portato alla guida dell’esecutivo l’ex ministro del Tesoro, Turnbull era già stato sottoposto a una consultazione interna dalla quale era uscito vincente a discapito del leader dell’ala ultraconservatrice, il ministro dell'Interno Peter Dutton. Il voto, però, non ha calmato le acque e nei giorni successivi dieci ministri conservatori hanno rassegnato le dimissioni. Una volta accertata l’impossibilità di dare continuità all’esecutivo è stata convocata una nuova consultazione nella quale Morrison ha prevalso su Dutton con 45 voti a 40. L’ex ministro del Tesoro diventa il trentesimo capo di governo australiano e il settimo in appena 11 anni. Dal 2017 nessun primo ministro è riuscito a completare la legislatura.

Turnbull lascia la politica attiva

In una conferenza stampa successiva al voto, Turnbull ha ricordato i risultati ottenuti dal suo governo, biasimando le divisioni interne al partito che hanno portato a questo epilogo. Parlando con i giornalisti, l’ex primo ministro ha annunciato anche che lascerà la politica attiva e non si ripresenterà alle elezioni previste entro il prossimo maggio. L’abbandono del suo seggio, che tornerà vacante, rischia però di mettere a repentaglio la maggioranza. Lo schieramento conservatore, che conta sull’appoggio del Partito liberale e di quello nazionale, in parlamento può contare infatti su un solo voto di scarto.

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