Coprì casi di pedofilia: ex arcivescovo di Adelaide ai domiciliari

L'ex arcivescovo di Adelaide Philip Wilson (Getty Images)
2' di lettura

Condannato a 12 mesi per episodi di pedofilia che risalgono agli anni '70 dei quali sarebbe stato a conoscenza e che non avrebbe denunciato, Philip Wilson sconterà la pena a casa della sorella e potrà chiedere la libertà condizionata  tra sei mesi

L'ex arcivescovo della città australiana di Adelaide Philip Wilson, condannato a 12 mesi per aver coperto gli abusi sessuali di un sacerdote pedofilo negli Anni '70, non sconterà la sua pena in carcere, ma ai domiciliari. Lo ha deciso il giudice Robert Stone, tenendo conto dell'età, delle sue condizioni mentali e fisiche e dell'assenza di precedenti penali.

La condanna

Wilson, 67 anni, è il più alto prelato cattolico al mondo ad aver ricevuto una simile condanna, ed è stato costretto dopo forti pressioni ad abbandonare il ruolo di arcivescovo di Adelaide. Il 30 luglio scorso Papa Francesco aveva accettato le sue dimissioni dopo la sentenza di colpevolezza emessa nei suoi confronti lo scorso luglio. I crimini di cui l'ex arcivescovo era a conoscenza e che non avrebbe riportato alla polizia sono stati commessi nella regione di Hinger dal sacerdote Jim Fletcher, abusatore seriale morto in prigione nel 2006 a 65 anni, un anno dopo la condanna per pedofilia per aver abusato di una 13enne tra il 1989 e il 1991. Fletcher avrebbe anche violentato quattro chierichetti.

Domiciliari e braccialetto elettronico

L'ex arcivescovo di Adelaide sconterà la pena a casa della sorella e sarà monitorato con braccialetto elettronico. Tra sei mesi potrà chiedere la libertà condizionata. La decisione del giudice ha scatenato la rabbia delle vittime, che lo aspettavano fuori dal tribunale. Wilson ha a lungo negato le accuse nei suoi confronti, dicendo di non aver mai saputo degli abusi commessi da Fletcher. Nell'emettere la sentenza di condanna nei suoi confronti, il magistrato Robert Stone aveva detto che il comportamento di Wilson era stato motivato principalmente dal desiderio di proteggere la chiesa cattolica e che “non sono stati mostrati rimorso o contrizione da parte dell'imputato”. Wilson ha annunciato che presenterà appello contro la sentenza.

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