Google, maxi multa Ue per Android: dovrà pagare 4,3 miliardi di euro

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La Commissione: il colosso di Mountain View ha obbligato i produttori di smartphone a installare Google Search. Il Ceo Sundar Pichai annuncia ricorso. Il commissario Vestager a Sky tg24: "Consumatori abbiano la scelta migliore" 

Nuova multa record per Google dalla Commissione Ue, la più alta mai comminata: il colosso del web dovrà pagare 4,3 miliardi di euro per aver abusato della posizione dominante del suo sistema operativo Android. Già l'anno scorso l’Unione europea inflisse a Google una multa di 2,4 miliardi di euro per aver favorito il suo servizio di comparazione di prezzi Google Shopping a scapito degli altri concorrenti. "Android ha creato più scelta, non meno", la replica di Sundar Pichai, Ceo di Google, che ha anche annunciato ricorso in appello.

Nel mirino di Bruxelles dal 2015

Android è nel mirino di Bruxelles dal 2015. Dopo un anno di indagini, nel 2016, Google fu accusata formalmente di aver obbligato i produttori di smartphone, come Samsung o Huawei, a pre-installare Google Search e ad impostarlo come app di ricerca predefinita o esclusiva. Con questo schema, l'azienda si assicurava di essere presente sulla maggioranza dei dispositivi venduti in Europa, visto che l'80% utilizza Android, non solo in Europa ma in tutto il mondo. Per l’antitrust europeo, guidato dal commissario danese Margrethe Vestager, Google ha anche offerto incentivi finanziari ai produttori e agli operatori di reti mobili a condizione che installassero esclusivamente Google Search sui loro apparecchi. Questo allo scopo di consolidare e mantenere la sua posizione dominante. Per la Commissione, ha "attuato una strategia sugli apparecchi mobili per conservare e rafforzare il suo dominio nel campo delle ricerche internet", violando le regole Ue sulla concorrenza.

Vestager a Sky tg24: consumatori abbiano la scelta migliore

"La nostra missione è assicurarci che i consumatori abbiano la scelta migliore. Bisogna produrre prodotti che abbiano un prezzo abbordabile, è un valore che condividiamo con gli Stati Uniti ormai da decenni, spero che continueremo a condividerlo: il mercato deve servire il consumatore e non viceversa". Così a Sky tg24 il commissario alla Concorrenza Ue Margrethe Vestager in merito alla maxi multa, rispondendo a una domanda se questo avrà effetti sui rapporti tra Ue e Usa. “Google – ha spiegato - è diventata un’azienda colossale, ed è un bene crescere se ai consumatori piace il prodotto, ma non si può abusare di questo, perché c’è anche la concorrenza. Perciò, quando si mettono delle prescrizioni sull’uso di Android, questo diventa illegale. Google ha fatto una stretta su Android, in un ecosistema controllato da Google, e questo è illegale”.  “Google ha avuto un enorme successo – ha aggiunto –  e molti produttori di telefonini producono dispositivi con Android perché non potrebbero fare nient’altro". "Se producono anche solo un dispositivo con un altro sistema operativo, perdono il diritto di avere qualsiasi altro prodotto Google nel loro portafoglio. Questo deve aprire all’innovazione. Adesso c’è Android che è open source e, se una persona ha le idee, si possono produrre nuove versioni di Android. Questo va a vantaggio di noi consumatori, in modo che domani avremo più scelta e più libertà", ha concluso il commissario.

Pichai, Ceo Google: Android ha creato più scelta per tutti

"La decisione di oggi rifiuta il modello di business che supporta Android. Ha creato più scelta per tutti, non meno, e per questo abbiamo intenzione di fare appello". È quanto scrive sul blog ufficiale di Google Sundar Pichai, amministratore delegato del colosso di Mountain View. Secondo Pichai, la decisione di oggi "non tiene in considerazione il fatto che i telefoni Android siano in concorrenza con i telefoni iOS, cosa che è stata confermata dall'89% di coloro che hanno risposto all'indagine di mercato condotta dalla stessa Commissione". "La distribuzione gratuita della piattaforma Android, e della suite di applicazioni di Google, non solo è efficiente per i produttori di telefoni e per gli operatori, ma rappresenta anche un grande vantaggio per gli sviluppatori e i consumatori", ha poi ribadito.

Resta in piedi indagine sulle pratiche pubblicitarie

In base alle regole sulla concorrenza, le multe possono arrivare fino al 10% del fatturato, che per Alphabet - casa madre di Google - nel 2017 è stato di 110,9 miliardi di dollari. Per quanto riguarda la multa inflitta lo scorso anno per Google Shopping, l'azienda ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea e a settembre 2017 ha messo in regola il servizio. Resta invece ancora in piedi l'indagine sulle sue pratiche pubblicitarie e l'accusa di aver artificialmente ristretto la possibilità per i siti terzi di mostrare le pubblicità dei motori di ricerca concorrenti.

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