Nato, quanto spendono i Paesi dell'Alleanza

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Trump ha chieso di alzare al 4% del Pil il tetto delle spese militari. Ma secondo i dati dell'Alleanza, al momento, oltre agli Usa, solo altri tre Stati hanno centrato l'obiettivo fissato nel 2014 al 2%. L'Italia, stando alle previsioni per il 2018, è ferma all'1,15%

Alzare al 4% del Pil il tetto delle spese militari. È questa la proposta arrivata nella prima giornata del vertice Nato, l’11 luglio, dal presidente americano Donald Trump. Ma quanto spendono, al momento, i Paesi in armi ed eserciti? A tracciare un quadro sono sia i dati dell'Alleanza, sia il rapporto dell’Istituto Internazionale di Stoccolma per le Ricerche sulla Pace (Sipri), del maggio 2018. A spendere di più sono proprio gli Stati Uniti. Ma sul fronte Nato, come mostrano le tabelle diffuse dall’Alleanza, il traguardo del 2% del Pil fissato nel 2014 per le spese di difesa è ancora lontano. E - Usa a parte - solo tre Paesi europei hanno centrato l'obiettivo secondo le previsioni per il 2018: Grecia, Estonia e Gran Bretagna. Intanto però, a livello globale, gli investimenti militari continuano a crescere e nel 2017 si è raggiunta la cifra mondiale record di 1.739 miliardi di dollari.

I target Nato negli Usa e in Europa

Se gli Usa spendono il 3.5% del Pil in difesa, in Europa solo tre Paesi hanno centrato l'obiettivo precedente, fissato quattro anni fa al 2% del Pil. Si tratta, secondo le stime del 2018, di Grecia, Estonia e Gran Bretagna. Proprio Londra poi, se si guarda all'Europa occidentale nel 2017, è al primo posto, seguita da Francia e Germania. L’Italia è 12esima, con 29,2 miliardi, ma con una riduzione del 17% dal 2008 (dati Sipri). Altri quattro Paesi si sono comunque avvicinati al taregt del 2%, vale a dire Lettonia, Polonia, Lituania e Romania. Per gli altri 21 (Canada compreso) c'è invece ancora molto da fare, soprattutto per i fanalini di coda: Spagna, Belgio e Lussemburgo. L'Italia, secondo i dati della Nato, è ferma all'1,15%. La tendenza dei partner europei dal 2015 a oggi, comunque, è positiva: il budget investito nella difesa in termini di Pil è cresciuto costantemente e nel 2018 toccherà l'1,5%, secondo le stime Nato.

Il grafico mostra le previsioni per il 2018 di investimento dei Paesi in spese militari rispetto al Pil (Dati Nato)

Il primato Usa a livello mondiale

Proprio gli Usa di Donald Trump rimangono al primo posto fra i cinque Paesi che in assoluto hanno investito di più in armamenti. Con loro - nell'ordine - anche Cina, Arabia Saudita, India e Russia (che però non fanno parte dell’Alleanza), per un totale che segna il 60% a livello mondiale. Oltre un terzo delle spese, nello specifico, sono quelle degli americani che investono quasi tre volte di più rispetto ai cinesi (610 miliardi). Gli Usa, però, hanno registrato una riduzione nell'ultimo decennio (-14%), mentre Asia e Medio Oriente sono in costante crescita. A livello globale, comunque, nel 2017, si sono raggiunti i livelli più alti dalla fine della Guerra fredda, con le spese militari complessive cresciute dell'1,1% rispetto all'anno precedente.

L'andamento degli investimenti in spese militari a livello mondiale dal 1988 al 2017 (grafico Sipri)

Medio Oriente, il caso della Turchia

Passando al Medio Oriente, si vede come in quest’area la spesa militare sia cresciuta del 29% nell’ultimo decennio. Ed è l’Arabia Saudita a guidare la regione. Con 69,4 miliardi di dollari spesi - nel 2017 - è diventata il terzo Paese al mondo per spesa militare. Per rientrare nell’Alleanza, in quest’area, bisogna però analizzare la situazione della Turchia: il Paese è al 15esimo posto nella classifica mondiale del 2017, mentre le previsioni di spesa del 2018 calcolate dalla Nato si attestano all’1.68% del Pil con un valore poco distante da quello della Francia (1.81%).

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