Thailandia, il percorso dei ragazzi per uscire dalla grotta

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4 chilometri, un cunicolo largo solo 38 centimetri e un tratto in immersione: questa la strada che i ragazzi intrappolati dal 23 giugno devono affrontare. Superata la "camera 3", il gruppo può dirsi salvo: il resto dell'area è stato liberato dall'acqua

È lunga 1,7 chilometri la parte più difficile che i ragazzi intrappolati dal 23 giugno nella grotta di Tham Luang, in Thailandia, devono attraversare per salvarsi. Si tratta del percorso che porta da Pattaya Beach, la “spiaggia” in cui il gruppo di giovani calciatori ha formato una "base" di partenza, alla cosiddetta “camera 3”, che i ragazzi devono percorrere in immersione, sott’acqua. Quattro di loro lo hanno già fatto e sono fuori, mentre il salvataggio degli altri ragazzi e del loro allenatore proseguirà domani, lunedì 9 luglio. Nella camera 3 i soccorritori hanno posizionato un punto di raccolta dove i ragazzi possono trovare ristoro e riposarsi. Superato questo punto, il gruppo può dirsi praticamente salvo perché il resto del percorso è stato completamente liberato dall’acqua (IL MESSAGGIO DI MESSI AI RAGAZZI).

Il percorso dei ragazzi

Il percorso del gruppo verso la salvezza è di circa quattro chilometri, fatto di passaggi stretti, tra cui uno largo solo 38 centimetri, immersioni in tunnel allagati, pendenze e un lungo cammino tra correnti d'acqua e rocce. Il primo tratto è quello che presenta i rischi maggiori. Per superarlo i ragazzi, che hanno trascorso circa nove giorni senza mangiare prima di essere ritrovati lunedì, devono immergersi nello stretto passaggio, dove c'è spazio per una sola persona, che porta alla "camera 3".

Maschere per l’immersione

I ragazzi, molti dei quali non sapevano nuotare prima di essere soccorsi, hanno preso lezioni intensive sulla gestione delle attrezzature per l'immersione. Utilizzano maschere speciali che coprono l'intero viso e permettono loro di respirare naturalmente, oltre a comunicare con le squadre di soccorso. I sommozzatori esperti (sono 18, 13 stranieri e 5 thailandesi) hanno avvertito del rischio della missione ma hanno assicurato che è l'opzione migliore, e che resteranno sempre con i ragazzi per guidarli. I ragazzi possono tenersi a una corda attaccata al muro attraverso un percorso di saliscendi in un terreno roccioso con forti correnti d'acqua, illuminato artificialmente. Una volta usciti, vengono visitati e valutati dai medici. Ad attenderli, 13 ambulanze e cinque elicotteri, per il trasporto in ospedale.

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