Vertice Ue diventa a 16, Merkel pessimista sul nodo migranti

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A Bruxelles il pre-summit sull’immigrazione in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. La cancelliera tedesca ha detto che l’unica soluzione sono accordi tra i singoli Paesi. Tutti gli aggiornamenti

È salito a 16 il numero dei Paesi che domenica 24 giugno, parteciperanno al pre-summit convocato a Bruxelles dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in preparazione al Consiglio europeo di fine mese (28 e 29 giugno). Un vertice incentrato sul tema dell’immigrazione e che ha già creato delle tensioni con il caso della bozza finale, trapelata e poi accantonata dopo le proteste dell’Italia. Ma anche un banco di prova per Angela Merkel, che in questa partita si sta giocando la sua stessa sopravvivenza politica nella crisi, sempre incentrata sui migranti, che la vede contrapposta ai suoi alleati della branca bavarese Csu, guidati dal ministro dell'Interno Horst Seehofer.

Merkel: unica soluzione sono accordi tra singoli Paesi

Secondo la cancelliera tedesca, il 28 e 29 giugno “non ci sarà una soluzione a livello dei 28 Stati membri su un pacchetto d'insieme sui migranti". L'unica strada percorribile, ha chiarito la Merkel, sembra essere piuttosto quella di accordi "bilaterali, trilaterali e multilaterali" tra i singoli Paesi, da esplorare già al mini-summit di domani a Bruxelles. Concetti ribaditi anche da una portavoce della cancelleria: "Domenica sarà un primo scambio. Si tratterà di un incontro di lavoro e di consultazione per trovare intese bilaterali, trilaterali e multilaterali", ma "nessuna dichiarazione finale è prevista".

Di cosa si parlerà al vertice

Un pre-summit che arriva mentre è in corso un nuovo “caso Aquarius”, con la nave Lifeline respinta per ora sia da Malta che dall'Italia. È in questo scenario che procede il lavoro degli sherpa a Bruxelles, impeganti a limare almeno una base di discussione da portare al tavolo su centri di sbarco, confini esterni e movimenti secondari, dopo l’accantonamento della prima bozza per l'irritazione espressa dall'Italia. Roma si era opposta sul punto dei movimenti secondari dei migranti, sul quale Berlino insisteva, e aveva insistito chiedendo che venisse affrontata prima la questione degli sbarchi nei Paesi di primo approdo. Da parte sua, la Commissione europea ha sottolineato di avere "una strategia molto complessa che ha diversi elementi sul piano interno ed esterno" e che "su molti di questi elementi sono stati fatti dei progressi, mentre su altri i passi avanti non sono ancora sufficienti". Per questo, spiegano, "si terrà domenica l'incontro".

Chi parteciperà al vertice

Negli ultimi giorni il numero dei Paesi che domani si troveranno a Bruxelles è raddoppiato, in un meeting che un portavoce della Comissione ha ribadito essere “aperto a tutti”. Oltre all'Italia saranno presenti anche i capi di Stato e di governo di Belgio, Olanda, Grecia, Spagna, Malta, Germania, Francia, Bulgaria, Austria, Croazia, Slovenia, Danimarca, Finlandia, Svezia e Lussemburgo. Sicuramente assenti, almeno per ora, i quattro Paesi di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) che hanno boicottato il summit definendolo "incomprensibile".

Data ultima modifica 24 giugno 2018 ore 07:30

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