Usa: vince Amazon, Seattle abroga la tassa a favore dei senzatetto

Un senzatetto per le strade di Seattle (Getty)
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A poco meno di un mese dall'approvazione all'unanimità in consiglio comunale, la città cassa definitivamente la "Amazon Tax". L'imposta, osteggiata dalle aziende, avrebbe portato 45 milioni di dollari all'anno per progetti a favore dei poveri

La città di Seattle ha abrogato definitivamente il progetto sulla cosiddetta "Amazon Tax", la tassa a favore degli homeless imposta alle grandi aziende operanti nella città dello stato di Washington.

L'abrogazione della legge

Dopo un duro braccio di ferro tra le istituzioni e le aziende, la nuova tassa è stata abrogata a meno di un mese dalla sua approvazione, avvenuta con voto unanime in consiglio comunale. A pesare sulla scelta politica sembrerebbe aver inciso l'enorme pressione mediatica esercitata da "No Tax on Jobs", la campagna referendaria sostenuta dai big del commercio come Amazon, Starbucks e la Northwest Grocery Association. Dallo scorso 14 maggio, data di approvazione della misura, la campagna referendaria è riuscita a raccogliere più del doppio di firme necessarie per consentire agli elettori di decidere, in un possibile voto a novembre, se abrogare la nuova imposta. Un risultato che ha portato diversi membri del consiglio comunale, che in passato avevano sostenuto le ragioni del tributo, ad abrogarlo fin da subito senza passare per le urne. La scelta, sostengono gli amministratori, è stata segnata dalla mancanza di tempo e risorse per organizzare una campagna con possibilità di vittoria nella tornata elettorale di novembre.

Che cosa prevedeva la tassa

Il passo indietro del comune di Seattle ha attirato le proteste degli esponenti progressisti che hanno considerato l'abrogazione come una "capitolazione" ai grandi interessi commerciali. L'imposta, che era stata programmata per entrare in vigore nel gennaio 2019, prevedeva un contributo pari a 275 dollari a dipendente per le aziende che realizzano ricavi per almeno 20 milioni di dollari. Secondo i calcoli, il gettito ottenuto dall'imposta avrebbe portato nelle casse comunali, 47 milioni di dollari in più all'anno per cinque anni. La sola Amazon avrebbe dovuto contribuire con oltre 12milioni di dollari all'anno. Il fondo raccolto sarebbe stato destinato alla costruzione di case popolari e al finanziamento di progetti di assistenza agli homeless. La mancanza di una tassa sul reddito a Seattle restringe le opzioni del consiglio comunale sulla possibilità di raccogliere fondi per gli sforzi in politiche pubbliche. Non ci sono ancora proposte sostitutive sul tavolo per finanziare la costruzione di alloggi permanenti di cui la città ha bisogno. Gli organizzatori della campagna referendaria sostengono che la città spenda già molto denaro per i senzatetto con pochi risultati positivi. La loro idea, secondo quanto dichiarato alla Cnn da Tim Ceis, consulente generale della campagna, è che Seattle si unisca ad altre città della King County, a Washington, per combattere il problema e riformare il sistema esistente di fornitura dei servizi.

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