Russia, Navalny condannato a 30 giorni di carcere

Alexei Navalny (Ansa)
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L'oppositore è stato ritenuto colpevole di aver organizzato "proteste non autorizzate" in occasione dell’insediamento di Putin lo scorso 5 maggio. "È un'accusa ridicola, la Costituzione mi garantisce questo diritto", la difesa dell'attivista

Il blogger e oppositore politico Alexei Navalny è stato condannato a 30 giorni di arresto amministrativo dopo la manifestazione non autorizzata del 5 maggio scorso a Mosca. La sentenza è arrivata in merito alle proteste che hanno segnato la vigilia dell'insediamento al Cremlino di Vladimir Putin, recentemente eletto per la quarta volta. "Per noi non è lo zar", lo slogan delle persone scese in piazza: almeno 1000 quelle fermate dalla polizia. Per il giudice moscovita Navalny si è reso colpevole di aver organizzato "proteste non autorizzate". Il dissidente deve inoltre far fronte, in un diverso processo, all'accusa di disobbedienza agli ordini della polizia.

La difesa dell’attivista

"È un'accusa ridicola, non ho bisogno di nessuna autorizzazione, la Costituzione mi garantisce questo diritto e non possono rifiutarmelo arbitrariamente". Si è difeso così Navalny in aula dopo la lettura della sentenza, stando a quanto riporta la Tass, la principale agenzia di stampa russa. Navalny ha poi sottolineato che la Corte europea dei diritti umani "si schiera dalla mia parte" in tutti i casi dello stesso tipo.

Per Amnesty è un prigioniero politico

Classe 1976, Navalny ha già subito diverse condanne per la sua attività di denuncia contro la corruzione della classe dirigente russa. L'associazione Amnesty International lo ha sempre considerato un prigioniero politico in tutte le occasioni in cui è stato arrestato. 

 

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