Parigi, i librai della Senna vogliono diventare Patrimonio dell'Unesco

(Archivio Getty Images)
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Dispensatori di arte e letteratura a buon mercato, sono spesso costretti a vendere anche souvenir per sbarcare il lunario. Una situazione che la candidatura potrebbe aiutare ad arginare

Con le loro bancarelle formano la più grande libreria a cielo aperto del mondo, ragion per cui meritano essere riconosciuti patrimonio dell'Unesco: non hanno alcun dubbio i "bouquinistes", i venditori di libri lungo la Senna di Parigi, che hanno formalizzato la loro richiesta al ministro della cultura francese.

I librai di Parigi

Dispensatori di arti, letteratura e spettacolo a buon mercato, i librai si stanno sempre più convertendo alla vendita di souvenir 'Made in China' per sbarcare il lunario, tanto che il comune di Parigi ha decretato una legge per limitare al massimo la 'paccottiglia'. Una situazione insostenibile, che rischia di macchiare l’immagine di una delle più antiche attività  sopravvissute a Parigi.

La proposta

Per frenare appunto quello che viene considerato un fenomeno di degrado estetico nella zona del Lungosenna, già inserita nella lista del patrimonio mondiale, il presidente dell'associazione culturale dei bouquinistes di Parigi, Jerome Callais, chiede di 'raddoppiare', con l'iscrizione della categoria tra i "patrimoni immateriali dell'Unesco". La battaglia si annuncia non facile: i diversi Stati membri possono presentare un solo dossier di candidatura ogni due anni, e prima bisognerà convincere la ministra della Cultura francese, Francois Nyssen.

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