Arabia Saudita, riapre il primo cinema dopo 35 anni di bando

Il principe saudita Mohammed bin Salman (archivio Getty Images)
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Proiettata in forma privata in una sala di Riad la pellicola d'azione "Black Panther" diretta da Ryan Coogler. È il primo tassello di un piano miliardario per l'intrattenimento nel Paese affidato alla statunitense AMC Entertainment

Dopo 35 anni di proibizioni ritorna il cinema in Arabia Saudita. Si tratta di una sala nel distretto finanziario King Abdullah della capitale Riad teatro della proiezione del blockbuster statunitense "Black Panther", campione d'incassi in tutto il mondo.

L'apertura del cinema di Riad

Per la prima proiezione della pellicola gli organizzatori hanno pensato a un evento privato riservato ai possessori di specifici inviti. Il film diretto da Ryan Coogler è stato proiettato in una sala da 620 posti a sedere usata fino ad oggi per i concerti di musica classica. C'è, però, chi parla già di evento storico dal momento che l'intrattenimento cinematografico era stato vietato nel Paese a partire dai primi anni Ottanta in seguito a una decisione della famiglia reale saudita. L'ordine dei principi si inseriva nell'ambito di una politica di stampo conservatore dettata da un'interpretazione rigorista dell'Islam. Il regno ha revocato l'anno scorso il divieto riguardo l'apertura dei cinema nel paese, concedendo alla statunitense AMC Entertainment la prima licenza per gestire sale cinematografiche. Il film sembra stato scelto non a caso: "Black Panther" racconta l'epica di T'Challa (Chadwick Boseman), dopo la morte del padre, re del regno Wakanda, una nazione africana isolata dal mondo dotata però di uno straordinario potenziale tecnologico.

Miliardi di dollari in intrattenimento

Il 21 febbraio, l'Autorità per l'intrattenimento generale (GEA) dell'Arabia Saudita ha annunciato il proprio calendario di eventi 2018, che prevede "oltre 5mila diverse occasioni di intrattenimento dal vivo e eventi culturali progettati per attrarre tutte le componenti della società saudita". Riad investirà 64 miliardi di dollari in 10 anni nel settore dell'intrattenimento: secondo gli analisti, in tre anni, Riad potrebbe ricevere 1 miliardo di dollari di nuove entrate dal settore del cinema ed entro il 2030 il regno arabo potrebbe entrare tra i primi 10 maggiori mercati cinematografici del mondo. Una sfida prontamente raccolta da AMC: il gruppo dovrebbe aprire 40 cinema in 15 diverse città nei prossimi cinque anni. Inoltre, il prossimo maggio, l'Arabia Saudita parteciperà per la prima volta nella sua storia al Festival di Cannes, presentando una selezione di cortometraggi.

Le aperture nel Paese

La riapertura dei cinema è solo una delle concessioni previste dalle autorità del regno arabo che, già sul finire dello scorso anno, hanno avviato una serie di riforme sociali riguardanti le donne già ammesse alle partite di calcio, e alle quali dal prossimo giugno sarà concesso di guidare un'automobile. Piccoli passi che stanno lentamente modificando l'ossatura patriarcale della società saudita dove, secondo la legge, un membro maschio della famiglia (normalmente il padre, il marito o un fratello), deve concedere il proprio permesso a una donna perché questa possa studiare, viaggiare o eseguire qualsiasi altra attività. Dietro le aperture sociali a Riad, c'è il principe ereditario Mohammed bin Salman: il trentaduenne figlio di re Salman, che ha assunto l'incarico nel giugno 2017, recentemente ha messo in discussione anche il rigoroso codice di abbigliamento per le donne. "MbS", come è più conosciuto, persegue invece una politica piuttosto aggressiva in politica estera ed ha avuto un ruolo importante nella devastante escalation della guerra nello Yemen, dove già sono morte oltre 10mila persone.

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