Caso Skripal, Mosca risponde: via 150 diplomatici, 60 sono americani

2' di lettura

La Russia reagisce alle espulsioni dei suoi funzionari dai Paesi occidentali dopo il caso dell'ex spia russa, avvelenata il 4 marzo a Salisbury. Decisa anche la chiusura del consolato statunitense a San Pietroburgo. Usa: ci riserviamo di rispondere

E' arrivata la risposta di Mosca alle ritorsioni occidentali per il caso Skripal: il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha annunciato l'espulsione di 60 diplomatici americani e la chiusura del consolato Usa a San Pietroburgo. E questi sono solo i primi dal momento che "tutte le misure riguardanti il numero di persone delle rappresentanze diplomatiche che dovranno lasciare la Federazione russa saranno speculari a quelle degli altri Paesi", ha sottolineato il capo della diplomazia russa.  I diplomatici Usa dovranno abbandonare del tutto l'edificio entro il 31 marzo e lasciare il Paese entro il 5 aprile.
Dopo poco è arrivata la risposta di Washington: "Gli Stati Uniti si riservano il diritto di rispondere alla decisione della Russia di espellere 60 diplomatici americani e chiudere il consolato Usa di San Pietroburgo". Lo ha detto la portavoce del Dipartimento di stato americano Heather Nauert.

Il Cremlino espelle 150 diplomatici

Il 26 marzo decine di Paesi occidentali hanno annunciato in maniera coordinata una raffica di espulsioni di diplomatici russi, andando a colpire 150 persone. La prima a muoversi, la scorsa settimana, era stata la Gran Bretagna che aveva espulso 23 membri dei servizi diplomatici russi, misura replicata pochi giorni dopo dalla Russia, con l'espulsione dello stesso numero di britannici. 

Mosca: espulsioni “speculari" di diplomatici stranieri 

Ora Lavrov reagisce e afferma che espellerà dalla Russia diplomatici stranieri esattamente nello stesso numero di quelli russi cacciati dai diversi Paesi per il caso Skripal. "Anche nei riguardi degli altri Paesi tutto sarà speculare per quel che riguarda il numero delle persone che se ne andranno dalla Russia dalle missioni diplomatiche". Anche l'Italia nei giorni scorsi ha espulso due funzionari dell'ambasciata.

Migliorano condizioni di Yulia Skripal

Lavrov ha ribadito che "la Russia vuole non solo reagire alle misure degli Usa e della Gran Bretagna ma anche stabilire la verità nel caso degli Skripal”. E proprio dalla Gb arrivano novità sulle condizioni di salute di Yulia, la figlia dell’ex spia. La 33enne avvelenata il 4 marzo a Salisbury insieme al padre, “sta migliorando rapidamente e non è più in condizioni critiche", ha fatto sapere una fonte dell'ospedale inglese in cui è ricoverata. Secondo la Bbc è “cosciente e comunica”.

Data ultima modifica 29 marzo 2018 ore 20:14

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