Ex spia russa avvelenata, Mosca a Londra: espelleremo diplomatici Gb

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May ribadisce: riteniamo Russia colpevole. Francia Usa e Germania si allineano e puntano il dito contro il Cremlino, che si difende: "Sono in difficoltà per la Brexit. Per la Nato è "minaccia alla sicurezza internazionale e alla pace". Telefonata tra Alfano e Johnson

Prosegue lo scontro diplomatico tra Gran Bretagna e Russia innescato dal caso di Sergei Skripal, l’ex spia russa avvelenata, insieme alla figlia, lo scorso 4 marzo a Salisbury. Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov è pronto ad espellere a breve diplomatici britannici dopo che ieri la premier britannica Theresa May ha annunciato una mossa identica: l’espulsione di 23 diplomatici russi. La decisione del Cremlino dovrà essere avvallata dal presidente Putin. Intanto Gb, Usa, Francia e Germania hanno sottoscritto una dichiarazione a quattro che punta il dito contro Mosca per l'attacco chimico. Theresa May ha ribadito di ritenere che "la Russia è colpevole". Ieri, 14 marzo, la vicenda del duplice avvelenamento è arrivata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu mentre lo scontro tra le due potenze si è allargato a livello internazionale: anche l'Australia si è schierata apertamente con Londra mentre Mosca, anche al Palazzo di Vetro, ha continuato a difendersi definendo “inaccettabili le accuse della May”. Oggi nuovo attacco: "Ci accusano perché sono in difficoltà sulla Brexit". 

Mosca pronta a contromisure

Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov espellerà presto diplomatici britannici in risposta all'espulsione di 23 diplomatici russi da parte del Regno Unito. La notizia è stata confermata da diverse agenzie russe. "La risposta arriverà molto presto, ve lo assicuro" ha detto Lavrov, precisando che Mosca annuncerà le proprie misure dopo averne informato il governo britannico. Toccherà a Putin prendere la decisione finale: "Non ci servirà molto tempo per varare le misure di risposta”, ha detto il portavoce del Cremlino Peskov. "Putin sceglierà l'opzione che meglio di tutte corrisponde agli interessi della Federazione Russa". La Russia - ha proseguito Peskov - "è perplessa di fronte alla posizione adottata dalla Gran Bretagna sul 'caso Salisbury' e non la comprende".

Gb, Usa, Francia e Germania accusano Mosca

Intanto Gran Bretagna, Usa, Francia e Germania hanno sottoscritto una dichiarazione a quattro che punta il dito contro Mosca per l'attacco chimico di Salisbury contro l'ex spia russa. Downing Street ha fatto notare che i leader alleati, aggiornati da Londra, condividono il punto di vista secondo cui "la mancata risposta della Russia alle legittime richieste del Regno ne sottolinea la responsabilità". I 4 condannano poi quello che definiscono "il primo attacco con agente nervino in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale".

Le tensioni all’Onu

In una lettera inviata ieri da Theresa May al segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, la premier ha scritto che l’attacco chimico di Salisbury "è un'azione coerente con il modello di aggressione da parte dello Stato russo”. Lo scontro si è poi spostato al Palazzo di Vetro dove si è tenuta la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. La Gran Bretagna ha parlato di una "violazione dell'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite", un "attacco sul suolo inglese". L'ambasciatore britannico all'Onu, Jonatan Allen ha detto: "Non c'è altra conclusione se non che la Russia è responsabile del tentato omicidio”. Poi è stata chiesta una verifica “indipendente” all’Opac.

La replica della Russia

L'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley ha chiesto ai russi di cooperare dicendo che gli Stati Uniti sono "assolutamente solidali con la Gran Bretagna", e ritengono che "Mosca sia responsabile" del tentato attentato all'ex spia russa a Salisbury. Immediata la replica russa con l'ambasciatore di Mosca all'Onu, Vassily Nebenzia, che ha detto: "E' totalmente inaccettabile lanciare accuse ingiustificate come quelle contenute nella lettera di Theresa May. Ci è stato dato l'ultimatum di ammettere che abbiamo commesso un crimine. Noi non parliamo il linguaggio dell'ultimatum, e non lasciamo che ci si parli con questo linguaggio", ha aggiunto, chiedendo "prove materiali" di quanto afferma Londra. "La Russia non ha nulla a che vedere con questo incidente. Non abbiamo nulla da temere e nulla da nascondere”. Poi i giornata Lavrov ha rincarato la dose: le mosse di Londra contro la Russia possono essere spiegate dalla "complicata situazione" in cui si trova il governo britannico, che "non è in grado" di mantenere le promesse sulla Brexit. 

May espelle diplomatici russi

Nella giornata di ieri, dopo che l’ultimatum lanciato a Mosca per avere chiarimenti sulla vicenda di Sergei Skripal è caduto nel vuoto, la premier Theresa May ha spiegato quali di provvedimenti contro la Russia metterà in atto. È stata annunciata l'espulsione di 23 diplomatici russi, revocato ogni prossimo invito o visita del ministro degli Esteri Serghei Lavrov e dichiarato che non vi saranno delegazioni ufficiali né rappresentanti della famiglia reale ai Mondiali di calcio di Russia 2018. Inoltre saranno presi provvedimenti legislativi per colpire i patrimoni in Gran Bretagna di uomini d'affari e funzionari russi ritenuti sospetti in relazione al tentato avvelenamento con agente nervino. Infine, il governo britannico intende "congelare ogni asset dello Stato russo" che ritenga utilizzabile a scopi ostili.

Casa Bianca: giusta espulsione diplomatici russi

Gli Usa si sono dichiarati "solidali" con Londra, ne "condividono" il giudizio sulla responsabilità di Mosca e ne "sostengono la decisione di espellere i diplomatici russi come giusta risposta". La Casa Bianca ha fatto sapere che la decisione presa dalla May, "rientra in un quadro di comportamento in cui la Russia disprezza l'ordine internazionale, mina la sovranità e la sicurezza di altri Paesi e tenta di sovvertire e screditare le istituzioni e il processo democratico occidentale". Washington ha detto che "gli Usa stanno lavorando con gli alleati e partner per assicurare che questo tipo di attacchi ripugnanti non accadano più”. Anche l’Australia, con una dichiarazione del primo ministro Turnbull e della ministra degli Esteri Bishop, ha confermato la propria posizione di vicinanza alla Gran Bretagna.

Telefonata May-Macron

E anche la Francia, dopo le perplessità iniziali, si è avvicinata alla posizione di Londra. In mattinata c'è stato un nuovo colloquio telefonico tra Theresa May e Emmanuel Macron e il presidente francese ha condiviso l'osservazione del Regno Unito secondo cui le responsabilità della Russia nell'attacco sono l'unica "spiegazione plausibile". E ha fatto sapere che anche la Francia prenderà misure appropriate nei prossimi giorni.

Alfano: solidarietà al Regno Unito

Anche il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano è intervenuto sul caso. In una telefonata con l’omologo Boris Johnson, ha detto: "Siamo molto preoccupati della vicenda di Serghei Skripal, che ha messo a rischio molte vite umane ed esprimiamo la nostra forte solidarietà al governo e al popolo britannico". 

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Data ultima modifica 15 marzo 2018 ore 15:00

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