Spia russa avvelenata, May annuncia l’espulsione di 23 diplomatici

Theresa May (Ansa)
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La premier britannica, dopo che l’ultimatum lanciato a Mosca per avere chiarimenti sulla vicenda di Serghei Skripal è caduto nel vuoto, ha spiegato quali di provvedimenti contro la Russia metterà in atto. La replica dell'ambasciata: "Decisione inaccettabile e miope"

Non si placa lo scontro tra Gran Bretagna e Russia sulla vicenda di Sergei Skripal, l’ex spia russa avvelenata, insieme alla figlia, lo scorso 4 marzo a Salisbury. La premier britannica Theresa May, dopo la scadenza dell’ultimatum lanciato a Mosca per avere "chiarimenti convincenti", ha annunciato l'espulsione di 23 diplomatici russi, revocato ogni prossimo invito o visita del ministro degli Esteri Serghei Lavrov e dichiarato che non vi saranno delegazioni ufficiali né rappresentanti della famiglia reale ai Mondiali di calcio di Russia 2018. Una decisione, quella della cacciata dei diplomatici, definita dall'ambasciata russa a Londra "del tutto inaccettabile, ingiustificata e miope. Tutta la responsabilità per il deterioramento dei rapporti tra Russia e Gran Bretagna ricade sull'attuale leadership politica britannica". Intanto alle 15 ora locale, le 20 in Italia, si terrà un Consiglio di Sicurezza dell'Onu, durante il quale i "Quindici" saranno informati sugli sviluppi della vicenda.

Le espulsioni e le misure contro gli oligarchi

I diplomatici, protagonisti del secondo più grande numero di espulsioni nella storia della Paese, avranno una settimana per partire. Secondo i media, "sono stati identificati come ufficiali dell'intelligence non dichiarati". May non ha risposto direttamente alla richiesta di un deputato Tory, Julian Lewis, di preannunciare l'espulsione anche dell'ambasciatore di Mosca - finora non prevista - nel caso in cui la Russia, come è pressoché scontato che accada, reagisca in modo proporzionale al provvedimento contro i suoi 23 diplomatici. La premier, però, ha annunciato provvedimenti legislativi per prendere di mira i patrimoni in Gran Bretagna di uomini d'affari e funzionari russi ritenuti sospetti in relazione al tentato avvelenamento con agente nervino, i quali saranno anche bersaglio di misure restrittive e controlli sui voli privati, sugli ingressi e sui movimenti. Infine, il governo britannico intende "congelare ogni asset dello Stato russo" che ritenga utilizzabile a scopi ostili.

Lo scontro con Corbyn

La premier ha anche risposto alle sollecitazioni del leader dell'opposizione, Jeremy Corbyn, di costruire "un consenso internazionale" attorno alla posizione del Regno sul caso Skripal, affermando che il governo ha già ottenuto "il sostegno degli alleati", enumerando quelli di Usa, Germania, Francia, Stati baltici, Ue e Nato e confermando l'intenzione di coinvolgere il Consiglio di Sicurezza dell'Onu. May, però, ha polemizzato con Corbyn sostenendo che in questo caso non si tratta solo di "hard diplomacy", ma di denunciare "la colpevolezza dello Stato russo", e accusando il leader laburista di non aver condiviso apertamente una condanna diretta contro Mosca, pur avendo egli definito l'episodio di Salisbury "un attacco abominevole".

Il sostegno di Nato e Commissione Ue

In ambito internazionale, la Nato in una nota ha fatto sapere che sta seguendo con "profonda preoccupazione" la vicenda del “primo uso offensivo di un agente nervino registrato sul territorio dell'Alleanza da quando questa è stata fondata". "Gli alleati - si legge nel comunicato - esprimono solidarietà al Regno Unito, offrono la loro collaborazione per lo svolgimento delle indagini e chiedono alla Russia di rispondere in maniera completa alle domande poste da Londra". Attenzione espressa anche dalla Commissione Ue che, tramite un portavoce, ha detto che “l’uso” sul suolo europeo "di un agente nervino militare è scioccante" in quanto "minaccia i civili e mette in pericolo il pubblico". "Siamo al fianco della Gran Bretagna per ottenere giustizia, e siamo pronti ad offrire il nostro sostegno se richiesto", ha aggiunto il portavoce.

L’ultimatum caduto nel vuoto

L’ultimatum lanciato da Theresa May per avere "chiarimenti convincenti" da Mosca, che da parte sua nega le accuse e rifiuta anche solo di rispondere alla premier britannica finché Londra non mostrerà i campioni della sostanza che dice d'aver identificato, è scaduto alla mezzanotte britannica di oggi (l'1 in Italia). Secondo May, la Russia ha risposto con "disprezzo" e "sarcasmo" all'ultimatum britannico perché "lo Stato russo è colpevole".

Data ultima modifica 14 marzo 2018 ore 15:13

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