Arabia Saudita: introdotti i visti turistici, anche per donne single

La Mecca, uno dei siti religiosi più visitati al mondo (Getty Images)
3' di lettura

Continua la politica di apertura del principe ereditario Mohammed bin Salman. Eliminate le restrizioni per le domande internazionali. L'obiettivo è di accogliere 30 milioni di turisti ogni anno entro il 2030

Le porte dell'Arabia Saudita si aprono al mondo. Dal primo aprile 2018, come spiega l'agenzia Nova, Riyad emetterà visti turistici internazionali eliminando numerose restrizioni, in particolare quelle per le viaggiatrici donne.

Un passo storico

Per l'Arabia Saudita si tratta di un passo storico. Finora infatti era molto complicato ottenere un visto turistico per il Paese del Golfo. Esclusi i due o tre milioni di musulmani a cui è consentito ogni anno l’ingresso per l’Hajj, il pellegrinaggio islamico alla Mecca, era possibile fare richiesta solo per poche nazionalità e con numerose restrizioni. 

Nuovo hub del turismo

Ma ora Riyad ha deciso di creare un nuovo hotspot turistico. L'obiettivo dichiarato è quello di accogliere 30 milioni di turisti ogni anno, entro il 2030. D'altra parte l'Arabia Saudita ha tutte le carte in regola per farcela. Vanta infatti alcuni dei siti religiosi più visitati del mondo, tra cui Masjid al-Haram alla Mecca e, a Medina, Masjid an-Nabawi, luogo di sepoltura del profeta Maometto; ma anche centinaia di chilometri di coste incontaminate sia sul Mar Rosso che sul Golfo Persico. Per raggiungere l'obiettivo, i primi visti turistici saranno rilasciati ai viaggiatori dal primo aprile 2018, insieme ai viaggiatori d'affari, ai pellegrini che fanno viaggi religiosi e alle persone che visitano i parenti. Per la prima volta, alle donne di età pari o superiore a 25 anni sarà rilasciato un visto turistico di 30 giorni con ingresso singolo senza accompagnatore di sesso maschile.  

Il programma di riforme

Il passo sul turismo rientra nel più vasto programma di riforme portato avanti dal principe ereditario Mohammed bin Salman, volto a modernizzare il Paese ed emanciparlo economicamente dal petrolio. Negli scorsi mesi si sono succeduti i segnali di apertura: la riapertura dei cinema dopo 36 anni, l'inaugurazione del salone dell'auto dedicato al femminile, o ancora l'importante decisione secondo la quale le donne potranno aprire attività lavorative e imprenditoriali senza avere più bisogno del consenso maschile.

Prima "maratona" rosa

A testimonianza di un clima diverso per le donne saudite, sabato 3 marzo si è tenuta la prima corsa femminile del Paese. La gara, sviluppata su un tracciato di tre chilometri e chiamata "al-Ahsa Runs", ha raccolto la partecipazione di 1500 ragazze provenienti da tutto il regno.  A guadagnare il primo posto è stata Mizna al-Nassar che ha completato la gara in 15 minuti. Nassar ha superato un'atleta statunitense, Anda Jce, e la taiwanese Sang Sun.

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