In Arabia Saudita nel 2018 riapertura dei cinema dopo 36 anni

I cinema in Arabia Saudita sono chiusi dal 1982 (Getty Images)
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Il prossimo marzo le sale torneranno in attività dopo che erano state chiuse nel 1982 su spinta delle autorità religiose. E' uno dei punti cardine del progetto "Vision 2030" del principe della Corona, Mohammed bin Salman, per aprire il Paese agli investimenti stranieri

I cinema dell'Arabia Saudita sono pronti a riaprire. Il prossimo marzo, dopo 36 anni, le sale potranno tornare in attività. Continua così il processo di apertura di Riad, dopo i passi avanti sui diritti per le donne negli ultimi mesi, alle quali è stato prima consentito di guidare e poi di assistere ad eventi sportivi.

"Spartiacque culturale"

L'annuncio è stato dato dal ministro della Cultura e dell'Informazione Awwad bin Saleh al Awwad. "In qualità di regolatore del settore, la Commissione generale per i mezzi audiovisivi ha avviato il processo di concessione delle licenze ai cinema", ha dichiarato in una nota. "Questo segna uno spartiacque nello sviluppo dell'economia culturale del regno", ha sottolineato.

Tremila sale e 300 teatri

Per al Awwad "l'apertura dei cinema fungerà da catalizzatore per la crescita economica e la diversificazione", osservando che "lo sviluppo del settore culturale aprirà nuove opportunità di impiego e formazione, oltre ad arricchire le opzioni di intrattenimento del regno". I primi cinema dovrebbero aprire a marzo 2018 ed entro il 2030 si prevede che saranno in funzione circa duemila sale in tutto il Paese, oltre a 300 teatri.  

Il progetto Vision 2030

La riapertura dei cinema rientra nel quadro della Vision 2030, il vasto progetto voluto dal principe della Corona, Mohammed bin Salman, per aprire il regno agli investimenti stranieri. Per le autorità saudite l'industria cinematografica avrà un forte impatto economico che aumenterà le dimensioni del mercato dei media, stimolerà la crescita economica e la diversificazione contribuendo con oltre 23,9 miliardi di dollari al prodotto interno lordo, creando oltre 30 mila posti di lavoro permanenti e oltre 130 mila posti di lavoro temporanei entro il 2030.

"Riad come Londra e New York"

Si tratta di una svolta epocale per l'Arabia Saudita, dopo che i cinema erano stati messi al bando nel 1982 su spinta delle autorità religiose. L'ipotesi di una riapertura ha incominciato a circolare lo scorso aprile quando il presidente della General Entertainment Authority saudita, Ahmed al-Khatib, aveva anticipato la mossa alla Reuters, affermando che l'obiettivo è quello di creare a Riad un'offerta culturale non tanto distante da quella di Londra o New York.

I segnali di apertura

Lo scorso febbraio il cantante locale Mohammed Abdu si è esibito in uno dei fin qui rari concerti pubblici nella città di Jeddah, seguito poi dal pianista egiziano Omar Khairat. Sempre a febbraio si è tenuto il primo ComicCon (fiera del fumetto) saudita, sempre a Jeddah. Recentemente il film Barakah Meets Barakah, diretto da Mahnmoud Sabbagh, è stato in lizza per l'Oscar come miglior film straniero, anche se la pellicola non poteva essere vista dal pubblico in madrepatria. Lo scorso 6 dicembre invece le donne saudite hanno potuto partecipare per la prima volta a un concerto pubblico, con l'esibizione dell'artista libanese Hiba Tawaji al King Fahd Cultural Center di Riad.

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