Siria, tregua subito violata . Bbc: abusi sessuali da operatori Onu

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Lo stop, dopo otto giorni di attacchi da parte delle forze governative, subito disatteso. Gentiloni: "Basta giochi di guerra su pelle  persone". Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani oltre 550 civili sono stati uccisi nei bombardamenti dal 18 febbraio

Nonostante l’entrata in vigore della tregua umanitaria in Siria, si registrano ancora scontri nella zona della Ghouta orientale, la regione alle porte di Damasco controllata dagli insorti: almeno un bambino sarebbe morto e altre sette persone rimaste ferite dal lancio di razzi da parte delle forze del governo siriano contro la principale roccaforte dell'opposizione, in cui dovrebbe essere attuata a tutti gli effetti una tregua umanitaria. Intanto emerge che la Corea del Nord avrebbe spedito forniture al governo siriano che potevano essere usate per la produzione di armi chimiche. Lo affermano alcuni esperti dell'Onu, secondo un rapporto pubblicato dal NewYork Times. Tecnici nord coreani sono anche stati avvistati mentre lavoravano in conosciuti impianti di armi chimiche e missili in Siria.

Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, le truppe lealiste avrebbero lanciato quattro razzi contro la città di Yisrin. Inoltre, aerei da guerra avrebbero bombardato siti non identificati ad Arbin, Kafr Batna e Al Iftiri's, mentre due elicotteri delle truppe governative avrebbero lanciato due barili di esplosivo, le micidiali 'barrel bomb', ad Al Shifuni'a. 

Sarebbero oltre 550 i civili uccisi nei bombardamenti dal 18 febbraio fino a ieri. Intanto, il premier Paolo Gentiloni è intervenuto sulla questione: "I giochi di guerra sulla pelle della popolazione siriana continuano nonostante gli appelli della comunità internazionale, appelli a cessate il fuoco che anche io rinnovo".

Inoltre, secondo la Bbc, alcune donne siriane sarebbero state abusate da operatori dell'Onu e di altre ong, che scambiavano cibo e altri aiuti con "favori sessuali". A svelarlo in un’intervista alla tv britannica, la cooperante Danielle Spencer

Proiettili su corridoi umanitari

Proiettili di mortaio sono stati sparati dai miliziani sul corridoio umanitario di al-Wafidin e impediscono ai civili di lasciare Ghouta est. A sostenerlo, il generale russo Viktor Pankov, a capo del gruppo di controllo della Terza area di de-escalation. "Il passaggio umanitario - afferma - è stato aperto alle 9 del mattino del 27 febbraio in modo che i civili potessero lasciare la zona. Ma i miliziani hanno iniziato un intenso fuoco e non un solo civile è andato via". Un possibile allungamento della durata delle "pause umanitarie" per consentire la fuga dei civili da Ghouta Est "dipende da come si comporteranno in futuro" i miliziani, "dipende se continueranno ad aprire il fuoco e se le provocazioni proseguiranno", ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.  "E’ deplorevole - ha aggiunto - che parlando di Ghouta orientale i nostri interlocutori di norma ignorino gli abusi e le provocazioni dei terroristi che si nascondono lì e usano i civili come ostaggi". Il portavoce del Cremlino ha poi dichiarato che "la Russia certamente continuerà nel suo lavoro concentrato sull'attuazione della risoluzione adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite" per la tregua in Siria. 

L’attacco del 25 febbraio

Per la zona, il Consiglio di sicurezza dell'Onu, il 24 febbraio, aveva approvato una tregua di "30 giorni". Ma il giorno successivo c'era stata al prima violazione. Nella mattinata, infatti, il regime siriano aveva bombardato la roccaforte dei ribelli nella Ghouta orientale. Secondo le ong l’attacco avrebbe provocato almeno sette morti e circa 30 feriti.

L'appello di Gentiloni

Sulla questione, il premier italiano Paolo Gentiloni, è intervenuto con un appello perché finiscano "i giochi di guerra sulla pelle della popolazione siriana". E ha ricordato di "non considerare la Siria un luogo dove solo ci si confronta militarmente ignorando le sofferenze della popolazione".

Mogherini: Attuare subito risoluzione Onu

Inoltre, sempre sul tema siriano, l’Alto rappresentante Ue, Federica Mogherini e il capo degli affari umanitari dell'Onu, Mark Lowcock, al termine di un incontro oggi a Bruxelles, hanno sottolineato che "la Risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite recentemente adottata deve essere pienamente e immediatamente attuata, garantendo la cessazione delle ostilità, la protezione dei civili e l'accesso umanitario urgente".

Violenze sessuali in Siria

Intanto, secondo la Bbc, alcune donne siriane sarebbero state abusate da operatori dell'Onu e di altre ong, che scambiavano cibo e altri aiuti con "favori sessuali". A svelarlo in un’intervista alla tv britannica, la cooperante Danielle Spencer. Un fenomeno così diffuso, racconta, che molte donne siriane ormai si rifiutano di andare presso i centri di distribuzione degli aiuti perchè temono di essere “ricattate”, dice. "Non consegnavano gli aiuti fino a che le donne non si concedevano", ha rivelato ancora la cooperante descrivendo il terribile 'modus operandi' di alcuni suoi colleghi di agenzie Onu e ong attive in Siria. Spencer avrebbe parlato direttamente con donne vittime di abusi. "Mi ricordo di una che piangeva in una stanza, stava molto male. Una donna che si trova in un centro e aspetta di ricevere cose essenziali per poter vivere come cibo o sapone deve essere protetta. L'ultima cosa di cui ha bisogno è un uomo che la ricatti chiedendole di fare sesso con lei in cambio di quegli aiuti", ha detto ancora.

Data ultima modifica 27 febbraio 2018 ore 14:42

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