Gentiloni: “Impegno per battere le posizioni populiste e antieuropee”

Emmanuel Macron, Angela Merkel e Paolo Gentiloni alla conferenza sul Sahel (Ansa)
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Il premier a Bruxelles per una conferenza sul Sahel, zona divenuta un crocevia dei flussi migratori, insieme ad Angela Merkel ed Emmanuel Macron: “C’è una grande domanda di Europa”. Intanto Juncker, dopo le parole sul voto italiano, chiarisce: “Sono stato frainteso”

"C’è una grande domanda di Europa, per un paese come l’Italia è un impegno a lungo termine per contrastare i rischi del terrorismo e le cause profonde dei fenomeni migratori". È intervenuto così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Bruxelles a margine della conferenza sul Sahel, la zona dell'Africa divenuta il crocevia dei flussi migratori da Sud verso l'Europa, aggiungendo che la cooperazione e lo sviluppo dei Paesi africani  "è il modo migliore per lavorare insieme e battere le posizioni populiste e antieuropee". In una dichiarazione congiunta con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese, Emmanuel Macron, ha sottolineato anche l'importanza dell'incontro "per confermare l'impegno comune dell’Ue" su questo fronte.

Gentiloni: “Oggi c’è grande domanda di Europa” 

Per Gentiloni l’impegno dell’Ue in Shael è fondamentale, soprattutto perché quella è una zona resa “particolarmente fragile” per ragioni legate “all'infiltrazione terroristica, al cambiamento climatico e ai flussi migratori”. “Oggi c'è una grande domanda di Europa, questo per un Paese come l'Italia significa anche contrastare nel lungo termine i rischi del terrorismo e le cause profonde dei fenomeni migratori - ha aggiunto il presidente del Consiglio - Solo dalla cooperazione e dallo sviluppo di questi paesi sarà possibile ottenere risultati. Lo stiamo facendo con il lavoro per stabilizzare la Libia e lo dimostra la diminuzione dei flussi migratori". E ha concluso: "Tutto questo è il modo in cui l'Europa lavora insieme, ed è il modo migliore per battere le posizioni populiste e antieuropee".

Voto in Italia, Juncker: “Sono stato frainteso”

Intanto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, dopo la marcia indietro di ieri, 22 febbraio, è tornato a chiarire le sue parole in merito ai timori sul voto del 4 marzo (LO SPECIALE): "Sono stato frainteso, non sono preoccupato". Juncker aveva parlato di "scenario peggiore" segnato dall'assenza di un "governo operativo", salvo poi in un comunicato dirsi "fiducioso che avremo un governo che assicurerà che l'Italia rimanga un attore centrale in Europa". Concetto ribadito anche dal presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani: "Ora bisogna lasciare gli italiani liberi di decidere. Sono convinto che si daranno un governo stabile. Mai sottovalutare l'intelligenza del popolo italiano".

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