Iran, annuncio dei Pasdaran: "La rivolta è stata sconfitta"

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Il ritratto della guida spirituale del Paese iraniano (Ansa)

Ad affermarlo è stato il comandante dei Guardiani della rivoluzione, Mohammad Ali Jafari. Nel frattempo, dopo i violenti disordini contro l’esecutivo, è stata indetta una manifestazione a favore dell'ayatollah Ali Khamenei. Trump twitta: "Sostegno Usa al momento giusto"

"La rivolta in Iran è stata sconfitta". Sono queste le parole del comandante dei Guardiani della rivoluzione (Pasdaran), il generale Mohammad Ali Jafari. L'alto responsabile iraniano avrebbe poi fatto riferimento, senza nominarlo, all'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, accusandolo di essere dietro alla sommossa. "Tutto è avvenuto dopo un appello di un sito affiliato a una persona che oggi parla contro il sistema islamico", ha affermato. 

La manifestazione a favore di Alì Khamenei

Nel frattempo, dopo le dimostrazioni contro il carovita e la corruzione del regime, migliaia di iraniani sono scesi nelle strade a Teheran e in molte città e villaggi del Paese per manifestare a favore della Guida suprema ayatollah Alì Khamenei in risposta ai violenti disordini dei giorni scorsi in cui avrebbero perso la vita almeno 23 persone. Lo riferiscono i media locali trasmettendo le immagini di cortei con i partecipanti che innalzano cartelli con la fotografia di Khamenei e sventolano bandiere iraniane. "Fomentatori di disordini" è il termine con il quale i manifestanti definiscono chi critica il regime. Insieme agli slogan a favore di Khamenei, vengono scanditi anche 'Morte all'America' e 'Morte a Israele'. La televisione di Stato ha diffuso in diretta le immagini di manifestazioni di massa in varie città tra cui Qom, capitale religiosa dell'islam sciita in Iran, Ahvaz (sud-ovest), Arak (centro), Gorgan (nord), Ilam e Kermanshah (ovest).

Trump: "Sostegno Usa al momento appropriato"

Non si fa attendere la reazione di Donald Trump che torna a twittare il suo apprezzamento per il popolo iraniano e a promettere il sostegno Usa al momento giusto. "Grande rispetto per il popolo dell'Iran mentre tenta di riprendere il controllo del suo governo corrotto. Vedrete grande sostegno dagli Stati Uniti al momento appropriato!", ha scritto il presidente Usa.

Il perché delle proteste

La rivolta del popolo iraniano era scoppiata verso la fine dello scorso dicembre: in buona parte dell'Iran si sono svolte  manifestazioni e proteste a causa della difficile situazione economica che sta attraversando il Paese. In particolare, la ribellione è stata contro il carovita e la corruzione del regime. Nel corso delle proteste sono state attaccate banche e bruciati ritratti della guida religiosa suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Alle manifestazioni contro il regime e contro l'ayatollah si sono contrapposte anche espressioni di sostegno di migliaia di persone a favore dell'attuale governo e del presidente Hassan Rohani. Lo stesso Rohani ha aperto al dissenso, chiedendo di cessare il ricorso alla violenza. Un appello che però non è servito a placare le proteste, che sono proseguite nonostante il blocco dei social network imposto dal regime per evitare raduni di strada. Nel corso degli scontri avrebbero perso la vita almeno 23 persone, e ne sarebbero state arrestate circa 450, alcune delle quali rischiano la pena di morte.

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