Esplosione a San Pietroburgo, Putin: “È un atto terroristico”

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Il presidente russo parla dello scoppio avvenuto mercoledì sera nel centro commerciale Gigant Hall. L’ordigno rudimentale, infarcito di chiodi, ha provocato almeno 10 feriti: nessuno sarebbe in pericolo di vita

“Un atto terroristico”. È così che il presidente russo Vladimir Putin ha definito l’esplosione avvenuta ieri sera (mercoledì) nel centro commerciale Gigant Hall di San Pietroburgo. Putin ha parlato nel corso della cerimonia di premiazione dei militari che si sono distinti in Siria.

L’esplosione

Dopo gli attacchi nella metropolitana dello scorso aprile, che provocarono la morte di 15 persone, lo spettro del terrorismo torna così sulla città russa. Questa volta lo scoppio ha provocato almeno 10 feriti e nessuno sarebbe in pericolo di vita. L’ordigno rudimentale, infarcito di chiodi, è esploso al pianterreno del centro commerciale Gigant Hall, probabilmente nell'area che ospita il deposito borse e bagagli del supermercato Perekrestok, nota catena russa. Il Gigant Hall, al momento dello scoppio, era pieno di gente per la corsa agli ultimi acquisti: questi giorni sono i più frenetici poiché precedono il Capodanno, la festa più sentita per i russi (i regali, infatti, si scambiano nella notte di San Silvestro e il Natale ortodosso, che cade il 7 gennaio, ha una valenza puramente religiosa).

“Tentata strage”

Il Comitato investigativo russo, analizzati i dati preliminari, ieri sera ha fatto sapere che l'ordigno aveva un potenziale esplosivo pari a 200 grammi di tritolo. Ha poi aperto un'indagine criminale per “tentata strage”, senza sbilanciarsi ulteriormente. “Tutte le piste sono aperte”, aveva detto la portavoce Svetlana Petrenko. Il primo a pronunciare la parola “terrorismo”, quindi, è stato oggi il presidente Putin. Ma la presenza dei chiodi nell'ordigno aveva fatto da subito pensare a un attacco, dato che tali “agenti letali” vengono spesso usati dai terroristi per massimizzare i danni dei loro ordigni.

Cellula dell’Isis sgominata qualche giorno fa

Una decina di giorni fa, proprio nell'antica capitale degli zar, era stata sgominata una cellula dell'Isis: pare avesse come obiettivo principale l'ottocentesca cattedrale di Kazan sulla prospettiva Nievski, con un attentato kamikaze. Poi, stando al piano, sarebbero dovute seguire esplosioni in vari luoghi affollati della città. Gli arresti sono stati possibili grazie alla “soffiata” dei colleghi della Cia. Una inusuale collaborazione che ha portato Vladimir Putin a ringraziare pubblicamente il collega Donald Trump per l'aiuto, con la promessa di ricambiare il favore qualora ve ne fosse il bisogno.

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