Gerusalemme, Usa tagliano 285 milioni di dollari ai fondi Onu

L'ambasciatrice Usa all'Onu, Nikky Haley (Getty Images)
3' di lettura

Lo ha comunicato l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikky Haley, che aveva minacciato ritorsioni di Washington subito dopo il voto contrario dell'Assemblea Generale sul riconoscimento della città santa come capitale di Israele

Gli Stati Uniti hanno iniziato a negoziare un taglio di 285 milioni di dollari di fondi all'Onu per l'anno fiscale 2018/2019. Lo ha annunciato in un comunicato diramato lo scorso 24 dicembre, l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikky Haley.

Inefficienza delle Nazioni Unite

Nel documento, Haley ha usato toni polemici contro le Nazioni Unite per annunciare la misura decisa dal governo di Washington. “L'inefficienza e le spese eccessive delle Nazioni Unite sono ben note - ha scritto l'ambasciatrice -, non permetteremo più che la generosità del popolo americano sia sfruttata o rimanga incontrollata”. Haley ha inoltre definito la decisione come una “storica riduzione della spesa” precisando come questa rappresenti “insieme a molti altri passi verso un'Onu più efficiente e responsabile, un grande passo nella giusta direzione”. Il taglio è significativo sul bilancio Onu, che nell'anno fiscale 2016/2017 è stato in totale pari a 5,4 miliardi di dollari.

Rappresaglia Usa contro voto su Gerusalemme

Secondo diversi analisti politici, la mossa annunciata da Haley rappresenta il primo atto di rappresaglia da parte degli Stati Uniti al voto dello scorso 21 dicembre, con cui l'Assemblea Generale ha bocciato la decisione del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele e di spostare l'ambasciata americana da Tel Aviv. Sono stati ben 128 i Paesi, tra cui l'Italia, insieme alla totalità dei Paesi Ue più importanti, a votare contro lo strappo di Trump. Subito dopo la votazione da parte dell'Assemblea, la stessa Haley aveva promesso che gli Usa si sarebbero ricordati di chi gli aveva voltato le spalle. Solo 8 Paesi, incluso Israele, hanno votato a favore degli Usa: tra questi il Guatemala, che ha deciso di riportare la propria ambasciata a Gerusalemme. Ad annunciarlo è stato il presidente Jimmy Morales, che in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook ha sostenuto di aver tenuto un colloquio bilaterale col presidente israeliano Benjamin Netanyahu in cui “uno dei temi di maggior rilievo è stato il ritorno dell'ambasciata del Guatemala a Gerusalemme. Per il quale vi informo – ha scritto il presidente ai suoi followers - che ho dato istruzioni al Cancelliere affinché dia coordinate perché ciò possa avvenire”. L'ambasciata guatemalteca era stata spostata a Tel Aviv nel 1980 dopo la risoluzione Onu 478 che bocciava il riconoscimento unilaterale, da parte della Knesset, di Gerusalemme come capitale "unica ed indivisibile" di Israele.

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