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Papa: "Migranti sono un’occasione, la paura semina violenza razzista"

Papa Francesco (archivio Getty)
4' di lettura

In un messaggio in occasione della Giornata mondiale della Pace, il Pontefice ricorda che le migrazioni non sono una minaccia: “Non respingere le persone verso luoghi di persecuzione ma abbracciarle”. Bergoglio ha poi auspicato l’approvazione dei patti globali dell’Onu

In occasione della Giornata mondiale della Pace, Papa Francesco ha scritto un lungo discorso dedicato in particolare ai migranti e rifugiati. "Tutti gli elementi indicano che le migrazioni globali continueranno a segnare il nostro futuro", afferma il Pontefice nel suo messaggio. “Alcuni le considerano una minaccia. Io, invece, vi invito a guardarle con uno sguardo carico di fiducia, come opportunità per costruire un futuro di pace". Nel suo discorso, sul tema"Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, Bergoglio ha ricordato come in molti Paesi "si è largamente diffusa una retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l'onere dell'accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti. Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia”.

“Non respingere migranti verso luoghi persecuzione”

Secondo il Papa, “offrire a richiedenti asilo, rifugiati, migranti e vittime di tratta una possibilità di trovare quella pace che stanno cercando, richiede una strategia che combini quattro azioni: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. Il Pontefice ha quindi ricordato l’importanza dell’accoglienza: "L'esigenza di ampliare le possibilità di ingresso legale, di non respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze, e di bilanciare la preoccupazione per la sicurezza nazionale con la tutela dei diritti umani fondamentali". Il Santo Padre ha menzionato il dovere di tutelare chi fugge “da un pericolo reale in cerca di asilo e sicurezza, di impedire il loro sfruttamento, in particolare donne e bambini che si trovano in situazioni in cui sono più esposti ai rischi e agli abusi che arrivano fino a renderli schiavi". 

Oltre 250 milioni di migranti nel mondo

Nel chiedere ai politici di essere prudenti e responsabili, il Papa ha auspicato un abbraccio per “tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale". Nel messaggio per la 51esima Giornata Mondiale della Pace (che si celebra il 1 gennaio 2018), Papa Francesco ha detto che “sono oltre 250 milioni i migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati”. Persone che, secondo Bergoglio, portano “un carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono".

Integrazione per promuovere pace

Serve sostenere lo sviluppo umano integrale di migranti e rifugiati. “Tra i molti strumenti che possono aiutare in questo compito, desidero sottolineare l'importanza di assicurare ai bambini e ai giovani l'accesso a tutti i livelli di istruzione”, ha detto il Papa. "Integrare significa permettere a rifugiati e migranti di partecipare pienamente alla vita della società che li accoglie, in una dinamica di arricchimento reciproco e di feconda collaborazione nella promozione dello sviluppo umano integrale delle comunità locali".

Papa: sì a patti globali Onu per migrazioni sicure

Nel suo messaggio, Papa Francesco ha auspicato "di cuore" che lo spirito dell'accoglienza animi "il processo che lungo il 2018 condurrà alla definizione e all'approvazione da parte delle Nazioni Unite di due patti globali, uno per migrazioni sicure, ordinate e regolari, l'altro riguardo ai rifugiati". "In quanto accordi condivisi a livello globale, questi patti rappresenteranno un quadro di riferimento per proposte politiche e misure pratiche”. Secondo il Pontefice, “il dialogo e il coordinamento costituiscono una necessità e un dovere proprio della comunità internazionale. È possibile anche che Paesi meno ricchi possano accogliere un numero maggiore di rifugiati, o accoglierli meglio, se la cooperazione internazionale assicura loro la disponibilità dei fondi necessari".

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