Catalogna, in carcere vicepresidente e ministri. Proteste a Barcellona

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Per il presidente catalano destituito, che è in Belgio, è stato chiesto un mandato di arresto europeo. Per tutti l'accusa è di "ribellione". Cortei di protesta a Barcellona: sono prigionieri politici. Puigdemont: governo legittimo in prigione per sue idee 

La procura spagnola ha chiesto al giudice della Audiencia Nacional Carmen Lamela di emettere un mandato di arresto europeo contro il President catalano Carles Puigdemont e i suoi 4 ministri che si trovano in Belgio e non si sono presentati a Madrid per essere interrogati. Nel pomeriggio il giudice ha ordinato la detenzione provvisoria senza cauzione del vicepresidente Oriol Junqueras e di 7 ministri del Govern catalano destituito. La richiesta era arrivata in mattinata per tutti i membri del governo catalano accusati di "ribellione", tranne che per l'ex ministro Santi Vila che si era dimesso il giorno prima della dichiarazione di indipendenza.

 Puigdemont, governo legittimo in prigione per sue idee 

"Il governo legittimo della Catalogna incarcerato per le sue idee e per essere stato fedele al mandato approvato dal parlamento catalano". E' il commento agli avvenimenti di oggi del leader separatista Carles Puigdemont, su Twitter. In un secondo messaggio, con la foto delle migliaia di cittadini scesi per strada per protesta, aggiunge: "Il clan furioso della 155 (la legge che è stata applicata da Madrid per destituire il governo, ndr) vuole il carcere. Il clan sereno dei catalani, la liberà".

Ordine di arresto per Junqueras e 7 ministri 

Per il ministro Santi Vila, il giudice ha stabilito che possa evitare la detenzione con il pagamento di una cauzione di 50mila euro. Mentre per Junqueras e gli altri 7 ministri ha escluso che possano evitare il carcere con il pagamento di cauzioni. La sentenza riguarda i membri del governo catalano che hanno risposto alla convocazione dal giudice, la stessa persona che ha ordinato a metà ottobre il carcere preventivo per i leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart per presunta "sedizione" per le manifestazioni pacifiche di Barcellona del 20 e 21 settembre.

Le reazioni

"È stata commessa una grande ingiustizia: è un giorno molto triste per la giustizia", ha detto il legale dei ministri del Govern catalano. L'avvocato ha detto che "non è stato possibile esercitare il diritto di difesa". I reati contestati, ribellione e sedizione, ha aggiunto, "non esistono". Anche il sindaco di Barcellona Ada Colau, ha commentato con amarezza: "È una giornata buia per la Catalogna, il governo eletto democraticamente nelle urne è in carcere" ha denunciato, auspicando un "fronte comune per ottenere la liberazione dei detenuti politici".

Puigdemont è ancora in Belgio 

In mattinata, alla Audiencia Nacional di Madrid, erano presenti il vicepresidente catalano Junqueras e molti degli ex ministri del Govern destituito da Madrid. Tutti si sono rifiutati di rispondere alle domande tranne l'ex ministro Vila che ha parlato per circa 40 minuti. L'accusa per loro è di presunta "ribellione", reato che comporta pene fino a 30 di carcere. Il President Carles Puigdemont si trova invece ancora a Bruxelles con i ministri Meritxell Serret, Toni Comin, Clara Ponsati e Lluis Puig. Per loro è stato chiesto un mandato di arresto europeo.

L’altro interrogatorio al Tribunale supremo

Con la stessa accusa, in mattinata si sono presentati davanti ad un giudice del Tribunale supremo la presidente del Parlament Carme Forcadell e sei membri della presidenza. Il magistrato ha deciso di rinviare gli interrogatori al 9 novembre. La procura spagnola ha chiesto al giudice che Forcadell e gli altri accusati siano posti sotto "vigilanza" della polizia fino al loro interrogatorio giovedì prossimo. E la richiesta è stata accolta: la sorveglianza sarà effettuata grazie alla localizzazione dei loro telefoni cellulari, che consentirà di determinare la loro posizione in modo da poter effettuare possibili controlli in qualsiasi momento. 

Proteste in tutta la Spagna

Intanto migliaia di catalani si sono concentrati in tutto il Paese davanti ai luoghi di lavoro a mezzogiorno per un minuto di silenzio per protestare contro il "processo politico" avviato contro il Govern. Centinaia di persone si sono riunite davanti al Palazzo della Generalitat a Barcellona gridando "Puigdemont è il nostro Presidente", "Llibertat!" e cantando l'inno di Els Segadors.

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