L'uragano Ophelia arriva in Irlanda, incendi in Galizia e Portogallo

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Tre le vittime nell'isola, dove già 120mila abitazioni sono senza luce. Il Galles anticipa la chiusura delle scuole. I roghi alimentati dalla tempesta hanno invece provocato oltre 30 morti nella Penisola iberica

Il giorno di Ophelia. Dopo la devastazione portata dagli uragani Harvey, Irma e Maria nel continente americano, anche l'Europa sta affrontando un minaccioso fenomeno meteorologico.

La tempesta è stata declassata alla categoria 1, ma la sua forza fa lo stesso paura (come si calcola la categoria degli uragani). Tre finora le vittime dell'uragano in Irlanda: la prima è stata un'anziana signora che era a bordo della propria auto nei pressi di Aglish quando un albero è precipitato sul mezzo uccidendola. Poi, un uomo di 30 anni - a Cahir, nel sud dell'isola - che ha perso la vita mentre tentava con una motosega di tagliare un albero abbattuto dai fortissimi venti che superano i 150 chilometri orari. La terza vittima è un uomo che, secondo quanto riferisce l'emittente pubblica Rte, ha perso la vita dopo che un albero si è abbattutto sulla sua automobile a causa della violenza dei venti: è accaduto a Dundalk, nel nord dell'isola, vicino al confine con l'Irlanda del Nord. Sono già 120mila le abitazioni rimaste senza luce, mentre in Galles è stata anticipata la chiusura delle scuole in via precauzionale.

E in Spagna e in Portogallo i venti di tempesta hanno alimentato incendi causando vittime e feriti. Intanto il Met Eireann, il servizio meteorologico nazionale irlandese, ha predisposto il livello di allerta massimo, sia per le condizioni della terraferma che per quelle marine. Ophelia potrebbe essere l'uragano più potente ad essersi mai diretto verso la parte orientale dell'Atlantico: per questo le scuole irlandesi sono state chiuse e sono stati cancellati traghetti e voli.

Allarme rosso in Irlanda

Le previsioni meteorologiche fanno riferimento a venti che potrebbero arrivare 130 km/h: per questo in Irlanda è stata raccomandata massima attenzione durante la circolazione stradale, soprattutto per ciclisti e motociclisti. A coloro che devono mettersi in viaggio, è stato consigliato di farlo solo se realmente necessario. Tutte queste misure cautelative, comprese la cancellazione di voli e comunicazioni navali e la chiusura delle scuole, sono state prese dal Governo dopo la consultazione con la Protezione Civile, che ha parlato di "una tempesta meteo che non ha precedenti", a cui è stato associato il livello di allerta rosso. Intanto, 120mila abitazioni sono rimaste senza luce. Al momento il provvedimento riguarda solo per la giornata di lunedì 16 ottobre.

Il precedente  del 1987

Ophelia è la quindicesima tempesta di questa stagione ciclonica atlantica. La prima classificazione di questo uragano era di categoria 3 sulla scala di intensità Saffir-Simpson, che arriva fino a 5; al momento è di categoria 1. Fa parte di una tipologia di fenomeni atmosferici non comunissima in Europa, anche se le isole britanniche hanno subito una "Great Storm" già nell'ottobre 1987, esattamente 30 anni fa. In quell'occasione una violenta perturbazione atlantica toccò le coste di vari Paesi europei, in primis il Regno Unito, che subì la maggior parte dei danni.  

Danni e vittime in Spagna e Portogallo

Intanto Spagna e Portogallo sono alle prese con i danni causati dalle alte temperature, che hanno riacceso gli incendi. L'uragano Ophelia ha toccato le coste spagnole e portoghesi, colpendo anche le isole Azzorre. In queste zone sono scoppiati numerosi incendi, anche a causa dei violenti venti della tempesta, che hanno colpito zone già interessate da mesi di siccità. Almeno 35 le vittime nelle zone interessate in Portogallo e Spagna (nella regione della Galizia, nel Nord del Paese), ma il numero dei morti cresce di ora in ora. Secondo le autorità portoghesi, infatti, sono almeno 31 i morti, secondo Diario de Noticias, per via dei roghi. E si registrano quattro vittime e circa 20 feriti nel Nord della Spagna. In Galizia continuano a essere attivi più di 105 incendi, alcuni vicino a zone popolate. Nella notte in Portogallo è stato dichiarato lo stato di calamità naturale. Anche il premier Antonio Costa ha ammesso che non ci sono abbastanza pompieri: sono 7mila i vigili del fuoco sul campo, oltre un centinaio gli incendi ancora attivi. Le autorità temono che accanto alle sfavorevoli condizioni di caldo, vento e umidità, ci sia anche la possibilità di un'attività dolosa. Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, è volato sul luogo degli incendi in Galizia dove - di fronte alle migliaia di ettari andate in cenere - il presidente della comunità Alberto Nunez Feijoo ha parlato di "terrorismo incendiario".  

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