Las Vegas, fake news su Google e Facebook: killer oppositore di Trump

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Nonostante gli sforzi per combattere le notizie false, poco dopo la strage in Nevada, su motori di ricerca e social network sono circolate bufale sull’identità dell’autore della sparatoria, indicato come un fanatico democratico contrario al presidente statunitense

Decine di fake news sulla strage di Las Vegas sono circolate online su motori di ricerca e social network, nonostante gli sforzi degli ultimi mesi dei colossi web per ridurre la presenza e l’impatto delle notizie false. A pochi minuti dalla sparatoria in Nevada, in cui sono morte 59 persone e almeno altre 500 sono rimaste ferite, hanno iniziato a diffondersi bufale di vario genere sull’identità dell’autore della strage, indicato ad esempio come un fanatico democratico anti-Trump. Molte di queste notizie false sono state veicolate da Facebook e Google, mostrando che gli algoritmi e i sistemi di verifica sulle fake news non sono ancora pronti ad individuarle e bloccarle in tempi rapidi. 

Le fake news sul killer

Ancora prima che la polizia identificasse il killer come Stephen Paddock, erano già online articoli e informazioni secondo cui l’assalitore era un attivista del Partito Democratico vicino a gruppi estremisti che si oppongono al presidente Trump. Alcuni siti di estrema destra, per esempio, hanno cominciato a diffondere una falsa identificazione del killer: su forum noto per contenuti sessisti e razzisti, l’uomo è stato bollato come “un militante Democratico” e il link è stato inserito da Google tra quelli in evidenza offerti a chi cercava informazioni su quel nome. Chi lo avesse cercato sul motore di ricerca per controllare il fondamento della accuse, si è visto consigliare da Google una pagina piena di notizie false.

La fake news selezionata da Fb

Un sito di estrema destra, invece, ha scritto che il killer era vicino a un gruppo chiamato “Esercito anti-Trump”. Questo articolo falso è stato inserito da Facebook nell’elenco delle notizie selezionate e offerte sulla pagina del servizio Safety Check, usato dalle persone coinvolte in un attentato o in un incidente, per comunicare che stanno bene. Sempre su Facebook, una finta pagina che si presentava come appartenente ad un gruppo di sinistra, ha pubblicato dei post in cui sosteneva che il killer fosse un suo militante. Facebook e Google negli ultimi mesi sono state accusate di non fare abbastanza per fermare la diffusione di notizie false. Entrambe hanno ammesso di essere intervenute velocemente sulle fake news dopo Las Vegas.

Facebook assume 1000 cacciatori di fake news politiche

Proprio ieri , 2 ottobre, Facebook ha lanciato una nuova offensiva contro le fake news. Il social network ha annunciato di voler agire per arginare il fenomeno delle manipolazioni delle informazioni attraverso i contenuti sponsorizzati sulla sua piattaforma. Verranno assunti mille “cacciatori” di bufale politiche, per controllare e vagliare tutti i contenuti sponsorizzati. Inoltre saranno stabiliti criteri molto più restrittivi per gli inserzionisti. Anche Google, non più di un anno fa, aveva promesso di togliere le sue pubblicità dai siti di notizie false.

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