Strage di Las Vegas, le star chiedono un maggior controllo sulle armi

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Da Lady Gaga ad Ariana Grande, passando per Mark Ruffalo: il mondo dello show business chiede a gran voce un maggior controllo sulla vendita delle armi, dopo che Stephen Craig Paddock ha aperto il fuoco sulla folla di Las Vegas, durante un festival di musica country

Quando ha preso possesso della sua camera d'albergo al 23esimo piano del Mandala Bay hotel a Las Vegas, Stephen Craig Paddock, 64 anni, aveva con sé una ventina di armi da fuoco. In totale, per compiere la strage che ad oggi conta 59 morti e 527 feriti, se ne era procurate 42. Inoltre, secondo le ultime ricostruzioni, nella sua automobile era presente del nitrato di ammonio, un composto chimico utilizzato anche per produrre alcuni esplosivi. A ventiquattro ore dalla strage più sanguinosa d'America, eseguita dal killer morto suicida, durante un festival di musica country, l'opinione pubblica chiede a gran voce un'azione per il controllo del possesso di armi da fuoco, con le star dello show business in prima fila. Da Ariana Grande a Lady Gaga, le richieste rivolte a Donald Trump hanno già invaso i social.

Il pensiero di John Mayer

Come riporta "Rolling Stone", il cantautore John Mayer ha dedicato un'intera conversazione da dieci tweet, cercando di spiegare la sua posizione e manifestando indignazione per la strage. "Dichiarerò il mio pensiero senza usare le parole "controllo delle armi" e "fucili d'assalto" e altre espressioni che possano fermare un dibattito riflessivo - ha esordito su Twitter il cantante -. Sono una persona logica e razionale. Mi piace rimuovere l'emozione (impossibile oggi) e guardare un problema in un'ottica teoretica per dargli un senso". Aggiungendo poi, rivolgendosi a legislatori e influencer: "Se non state facendo qualsiasi cosa sia in vostro potere per almeno riesaminare la minaccia degli omicidi di massa, perché non uscite allo scoperto e ci dite che è questa la vita che dovremo accettare?". Lanciata la provocazione, Mayer aggiunge: "E se non potete dire questo, se è un pensiero troppo freddo e brutale da sopportare, allora non è questa la prova che non siete stati ancora in grado di risolvere questo problema?". Infine il cantante conclude, dicendo: "Vi prego, utilizzate l'energia di solito dedicata per combattere queste discussioni per ripensare il problema. A meno che pensiate che non ce ne sia alcuno...".

Il pensiero di Lady Gaga

Secondo le autorità americane la strage di Las Vegas non è un atto di terrorismo. Una scelta, che ha sollevato molte critiche sui social network. tra cui quelle di Lady Gaga. La star, costretta a riposo dall'insorgere di dolore cronico dovuto alla fibromialgia, ha dichiarato via Twitter: "Questo è terrorismo puro e semplice. Il terrore non ha razza, genere o religione. Democratici & Repubblicani vi prego unitevi #guncontrol".

In un tweet successivo Lady Gaga ha anche citato il leader del congresso Usa Paul Ryan e il presidente Trump, sottolineando che le preghiere sono importanti, ma che "il sangue è sulle mani di coloro che hanno il potere di fare le leggi".

I tweet di Ariana Grande e Mark Ruffalo

Ariana Grande, che ha vissuto in prima persona il terrore di un attacco terroristico pochi minuti dopo la fine del suo concerto a Manchester, lancia un appello per "amore, unità, pace" e chiede anche lei a gran voce una discussione e una legge sul controllo delle armi. Sottolineando l'importanza di chiamare questo evento "per quello che è = terrorismo".

Mark Ruffalo ha invece sfruttato Twitter per incoraggiare le persone ad aderire ad Everytown, un movimento che si batte per la fine della violenza delle armi e che lavora per fare pressione sui legislatori. Nel suo tweet l'attore ha scritto: "Oggi piangiamo per Las Vegas, domani combatteremo per loro"

I tweet di Hillary Clinton

A contribuire alla discussione, seguendo l'onda di cordoglio e protesta lanciata dalle star su Twitter, c'è anche Hillary Clinton. L'ex candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti si unisce al cordoglio social, sottolineando come molte vite siano state risparmiate grazie al mancato utilizzo del silenziatore. Come riporta "Rolling Stone", proprio questi giorni in America la lobby delle armi si sta battendo per deregolamentare l'acquisto di silenziatori per le armi da fuoco. Nel suo thread Clinton sottolinea: "Il nostro cordoglio non è abbastanza. Dobbiamo mettere da parte la politica, schierarci contro l'NRA (National Rifle Association, ndr), e lavorare insieme per cercare di impedire che tutto questo succeda ancora".

Dello stesso avviso anche Joe Biden, ex vice presidente degli Stati Uniti: "Fino a quando permetteremo che la violenza delle armi distrugga le famiglie? Ora basta. Il Congresso e la Casa Bianca dovrebbero agire ora per salvare delle vite. Non ci sono scuse per le mancate azioni"

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