Eitan, il legale dei nonni in udienza a Milano: "Qui per verità"

Lombardia
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Eitan è stato portato in Israele dal nonno materno Shmuel, accusato del rapimento, e si attende in questi giorni una decisione del Tribunale di Tel Aviv

È stata rinviata al prossimo primo dicembre l'udienza davanti al Tribunale per i minorenni di Milano dove oggi è iniziata la discussione sul caso di Eitan, il piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone e al centro di una contesa tra i due rami familiari, ovvero i nonni materni e la zia paterna Aya nominata tutrice legale del piccolo. In queste settimane le parti potranno, a quanto si è saputo, depositare documenti. Eitan è stato portato in Israele l'11 settembre scorso dal nonno materno Shmuel Peleg, accusato del rapimento, e si attende in questi giorni una decisione del Tribunale di Tel Aviv.

"Il Tribunale ha chiesto espressamente il massimo riserbo delle parti", si è limitato a chiarire l'avvocato Paolo Sevesi, uno dei legali dei nonni materni. Gli avvocati, anche della zia, sono usciti dal Tribunale senza rilasciare dichiarazioni nel merito dell'udienza.

Le parole del legale

"Abbiamo diverse questioni da sollevare e problematiche, abbiamo avuto indicazioni dai nonni di evidenziare la verità nel procedimento", ha spiegato prima di entrare in aula il legale Carsaniga del pool di avvocati, tra cui anche Paolo Sevesi, che assiste Shmuel Peleg e Esther Cohen. 

Al centro dell'udienza di oggi c'è il reclamo dei nonni materni contro l'ordinanza del 9 agosto del Tribunale di Pavia che aveva deciso in sostanza la conferma della decisione del Tribunale di Torino sulla nomina della zia paterna Aya come tutrice legale. I legali dei Peleg nell'impugnazione evidenziano una serie di irregolarità nel procedimento, dai tempi alle modalità, che ha portato il giudice di Torino a nominare in 20 minuti, sostengono, la zia come tutrice e senza nemmeno la presenza di un interprete. E contestano anche la gestione che la zia ha avuto del piccolo, perché in quanto tutrice, e non affidataria, non poteva portarlo a casa a vivere con lei. Da questa serie di contestazioni, oltre all'udienza di oggi a Milano, è scaturita, tra l'altro, un'altra udienza a Pavia, fissata per il 9 novembre. E una terza ancora (fissata sempre a Pavia ) il 16 novembre e relativa ad alcuni decreti che avrebbero escluso i Peleg dal procedimento, senza la possibilità di ricevere la notifica di alcuni atti. Per i Peleg, infine, dovrebbe essere una persona 'terza' a gestire il patrimonio per il minore.

I giudici invitano le parti al silenzio stampa

Intanto, i giudici del Tribunale per i minorenni di Milano hanno invitato le parti, a quanto si è saputo, a mantenere il silenzio stampa sulla vicenda fino alla fine del procedimento in corso davanti al Tribunale per i minorenni e questo soprattutto a tutela del minore. Anche a Tel Aviv, nel procedimento attivato sulla base della Convenzione dell'Aja sulla sottrazione internazionale di minori, il Tribunale ha invitato i legali e i due rami familiari al silenzio stampa. Il Tribunale israeliano dovrà decidere nei prossimi giorni se Eitan deve o meno tornare in Italia, come chiede la zia paterna. I legali italiani, a quanto si è saputo, si attendono una decisione entro il 26 ottobre. Provvedimento che poi potrà essere comunque oggetto di appello.

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